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Il tricolore parla arabo (e albanese): la mappa delle naturalizzazioni
Nel 2025 scendono le cittadinanze totali, ma Albania e Marocco guidano la classifica. I nuovi dati dell'Istat
L’Italia sta cambiando fisionomia e, in un Paese sempre più segnato dall’inverno demografico, l’acquisizione della cittadinanza da parte dei residenti stranieri diventa un indicatore chiave per interpretare il domani.
I più recenti dati diffusi dall’Istat offrono una fotografia nitida di questa trasformazione, evidenziando il ruolo di primo piano della collettività marocchina, storicamente tra le più radicate e numerose sul territorio nazionale.
Secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica, nel 2025 ben 23.000 cittadini di origine marocchina hanno ottenuto il passaporto italiano, un risultato che ha rapidamente conquistato le prime pagine dei principali quotidiani del Paese nordafricano. Questo dato colloca il Marocco al secondo posto tra le nazionalità più coinvolte nelle naturalizzazioni in Italia. Al primo figura l’Albania, con 26.000 acquisizioni, mentre al terzo si attestano i cittadini romeni con 16.000 casi. Insieme, queste tre presenze rappresentano quasi un terzo di tutte le nuove cittadinanze registrate nell’anno.
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La notizia è stata accolta con grande risalto e con una sorpresa favorevole dalla stampa marocchina, soprattutto se letta in un quadro generale di flessione. L’Istat certifica infatti che il numero complessivo di stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana è sceso a 196.000 nel 2025, in calo rispetto al 2024 (217.000) e al 2023 (214.000). Trovarsi ai vertici in una fase di contrazione testimonia la stabilità, il radicamento e la forte propensione all’integrazione della diaspora marocchina.
C’è poi un aspetto più profondo che gli osservatori internazionali sottolineano: l’equilibrio demografico italiano dipende in misura crescente dai flussi migratori. Le proiezioni e i dati aggiornati al 1° gennaio 2026 indicano 5,56 milioni di residenti stranieri, pari al 9,4% della popolazione complessiva. Con un incremento annuo di 188.000 unità, questa dinamica è alimentata soprattutto da un saldo migratorio fortemente positivo, stimato in 348.000 persone per la componente straniera.
Numeri che non parlano soltanto di passaporti e procedure amministrative, ma raccontano la storia di un Paese che si rinnova e si sostiene. Senza il contributo vitale di queste comunità, il sistema Italia faticherebbe a reggere la propria impalcatura sociale. La presenza marocchina, oggi più che mai, si conferma non semplicemente ospite, ma parte integrante e strutturale del tessuto nazionale.