Attualità
Chiaramonte Gulfi, la Salita di Maria Ss. di Gulfi: fede, corsa e tradizione con il vescovo La Placa tra i devoti
L'appuntamento di questa mattina caratterizzato dalla presenza di migliaia di fedeli
Chiaramonte Gulfi ha vissuto questa mattina uno dei momenti più intensi e identitari della propria devozione: la tradizionale Salita di Maria Santissima di Gulfi, il rito che ogni anno, nella Domenica in Albis, accompagna il simulacro marmoreo della Patrona dal santuario fino alla Chiesa Madre. Un percorso antico, scandito da preghiere, canti e dalla corsa dei portatori che, tra corde e passi serrati, trasformano la fatica in gesto d’amore collettivo.
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Quest’edizione è stata segnata da una presenza particolarmente significativa: il vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, che non si è limitato a presiedere i momenti liturgici, ma ha voluto condividere fisicamente un tratto della salita, affiancando i portatori alle corde. Un gesto che ha suscitato emozione tra i fedeli, sottolineando il legame profondo tra la diocesi e la comunità chiaramontana. Accanto a lui, come guida spirituale e custode della tradizione, l’arciprete don Graziano Martorana, che ha accompagnato il vescovo lungo tutto il percorso.
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La mattinata è iniziata presto, con la vestizione del simulacro e l’arrivo dei devoti al santuario, secondo l’antica usanza del “prelievo” della Madonna. Dopo la celebrazione eucaristica, la statua ha iniziato la salita, fermandosi all’edicola di San Giorgio per il canto del Tota Pulchra, uno dei passaggi più attesi e suggestivi. L’ingresso in via Gulfi e poi in piazza Duomo è stato accolto da una folla compatta, tra applausi, lacrime e il tradizionale grido «W Maria!».
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La presenza del vescovo La Placa ha dato un tono ancora più comunitario alla festa, richiamando — come già fatto nei suoi incontri con i portatori — il valore di una devozione che non si esaurisce nel gesto esteriore, ma si traduce in vita cristiana quotidiana, cura reciproca e responsabilità verso la propria comunità.

La giornata proseguirà con i riti del pomeriggio, tra cui il tradizionale Cuncursu, altro momento identitario della festa. Ma già questa mattina Chiaramonte ha rinnovato il suo patto con la sua Patrona: una fede che corre, sale, si affida e si riconosce in un’unica grande voce.