la scoperta
Morti improvvise e vaccini, la scienza sbugiarda le fake news
La ricerca canadese in Ontario traccia una linea piatta: analizzati quasi 5.000 decessi, nessuna correlazione con le dosi anti-Covid
La comunità scientifica mette fine a una delle narrazioni più allarmistiche degli ultimi anni: non esiste alcun legame tra la vaccinazione anti-Covid e il rischio di morte cardiaca improvvisa.
Lo attesta un ampio e rigoroso studio epidemiologico condotto in Canada dall’Università di Toronto, basato sui dati della provincia dell’Ontario e pubblicato sulla rivista PLOS Medicine.
La ricerca smentisce definitivamente l’ipotesi di una presunta “strage silenziosa” tra giovani in buona salute, tesi spesso rilanciata dagli ambienti no vax. Per giungere a questa conclusione, gli autori non si sono affidati a stime approssimative o a campioni limitati, ma hanno esaminato oltre 6,7 milioni di persone tra i 12 e i 50 anni.
Passando al setaccio i registri di mortalità e i verbali dei medici legali, sono stati identificati 4.912 decessi improvvisi avvenuti dal 2019 al 2022, poi incrociati con lo stato vaccinale dei soggetti (dalla prima alla terza dose).
L’esito è inequivocabile: nessuna crescita dei decessi nei periodi di massima esposizione al vaccino, ossia tra la prima e la quarta settimana successive alla somministrazione. Ne ha dato conto il Fatto Quotidiano.
I dati grezzi dello studio, peraltro, parevano perfino suggerire un paradossale “effetto protettivo” del vaccino, con tassi di mortalità inferiori tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. Evitando scorciatoie interpretative, i ricercatori hanno chiarito che tale anomalia è spiegabile esclusivamente con il cosiddetto “effetto del lavoratore sano”, ossia la tendenza delle persone in condizioni migliori di salute a vaccinarsi di più.
Una volta effettuati tutti gli aggiustamenti statistici, il rischio di morte improvvisa è risultato nullo per ogni tipologia di vaccino e per ciascuna dose.
A sintetizzare il quadro è Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università Federico II di Napoli: “Questo studio ci dice una cosa molto netta: i numeri non supportano la narrazione di un’ondata di morti, è un assunto assolutamente falso”.
Secondo l’esperto, l’errore più frequente è stato confondere la mera successione temporale con un rapporto di causa-effetto. Da qui l’analogia, tanto semplice quanto efficace: “Se una morte improvvisa avviene dopo che una persona si fa la barba o si mette in macchina, non vuol dire che sia successa a causa della barba o dell’auto. Succede solo dopo, ma senza un legame causale”.
Questa pubblicazione rappresenta un punto di svolta sul piano scientifico. Pur riconoscendo che i vaccini a mRNA siano stati associati, in rari casi, a miocarditi e pericarditi, lo studio canadese conferma che tali eventi avversi non determinano un aumento dei decessi nella popolazione generale.
“Quando i numeri smentiscono la paura – ha concluso in maniera lapidaria il professor Gentile – il problema non è più la scienza, ma è chi continua a ignorare la scienza”.