L'evento
Al Vinitaly la Sicilia presenta il binomio vincente tra archeologia e vino
Tra le storie raccontate con le immagini del recupero e del nuovo museo quella della nave greca di Gela con le sue anfore vinarie
Vino ed archeologia per proporre ai visitatori esperienze uniche in Sicilia. «Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare anche di cultura. Le nostre vigne sorgono accanto a templi antichi, ai borghi storici e ai paesaggi che sono essi stessi patrimonio culturale. È un’esperienza che unisce gusto e conoscenza, sensorialità e memoria, tradizione e identità. Per questo abbiamo voluto portare a Vinitaly una visione nuova e integrata, in cui l’eccellenza enogastronomica si arricchisce attraverso la scoperta del nostro straordinario patrimonio culturale». Lo ha detto questo pomeriggio l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo all’inaugurazione della mostra "Millenni di storia e di vino. Le rotte del vino nel Mediterraneo", promossa dalla Regione Siciliana e ospitata al Padiglione 2 del salone internazionale di Verona, a cui hanno preso parte anche il direttore del parco archeologico di Segesta, Luigi Biondo e la soprintendente dei Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo.
«Le strategie di promozione e comunicazione messe in campo dall'assessorato dei Beni culturali in questi anni ci hanno consentito di raggiungere risultati importanti. Tra questi, il traguardo della Valle dei Templi che, con oltre un milione di visitatori annui, è entrata stabilmente nella top 10 dei siti culturali più visitati in Italia, superando anche realtà prestigiose come il Museo Egizio di Torino. Proprio nel Parco archeologico di Agrigento abbiamo inaugurato il primo giardino sensoriale, pensato anche per i visitatori con disabilità, per consentire una fruizione inclusiva attraverso tutti e cinque i sensi. Fra gli altri interventi realizzati – spiega Scarpinato – l’apertura del Museo dei relitti greci di Gela e dopo vent’anni quella del tempio dorico di Segesta, e ancora l’inaugurazione del Villino Favaloro, primo museo della fotografia, fino al restauro del casolare di Peppino Impastato a Cinisi, luogo simbolo della memoria e dell’impegno civile».
Anche Gela ha avuto la sua vetrina all'evento del Vinitaly, dopo quella della Bit di Milano, con le immagini suggestive del recupero e della musealizzazione del relitto greco-arcaico così come del taglio del nastro del nuovo museo dei relitti greci. Una storia lunga 2500 anni che unisce l'archeologia al vino. Quel relitto partito dal Pireo e affondato a Gela dopo aver toccato vari porti del Mediterraneo conteneva diverse anfore vinarie oggi recuperate ed esposte accanto alla nave. Vino che veniva consumato dall'equipaggio durante la navigazione ma che era anche consegnato agli acquirenti dei vari porti in cui ormeggiava.