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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:22
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l'iniziativa

Anci Sicilia lancia la petizione per recuperare 200 milioni sottratti all'isola: stop alla spesa storica

Si chiede la revisione dei criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale: ecco come si può firmare

17 Aprile 2026, 11:38

11:40

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Il presidente dell'Anci Sicilia, Paolo Amenta

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Anci Sicilia ha formalizzato alla Camera dei Deputati una petizione, la n. 1185, per chiedere la revisione dei criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale, dopo la vasta mobilitazione di amministratori e cittadini.

«La battaglia di Anci Sicilia sui 200 milioni di euro sottratti all’Isola ogni anno ha riscosso tanta attenzione da parte di cittadini e amministratori locali, desiderosi di contribuire per ottenere la revisione dei criteri utilizzati dal ministero dell’Economia e delle finanze per la distribuzione del Fondo di solidarietà comunale. Per questo, abbiamo depositato una petizione, con l’obiettivo di chiedere al Parlamento nazionale di modificare il metodo di riparto», dichiarano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano.

La sottoscrizione è possibile online, tramite Spid o carta d’identità elettronica, collegandosi a: https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html

«Come abbiamo già detto, per la Sicilia la distribuzione della quota del fondo di solidarietà comunale continua a basarsi in larga parte sulla spesa storica e non sui fabbisogni standard, determinando una penalizzazione stimata in circa 200 milioni di euro annui, in termini di tagli sui servizi essenziali, dagli asili nido all’assistenza sociale - aggiungono i vertici di Anci Sicilia -.

Abbiamo invitato tutti i sindaci a sottoscrivere la petizione e a coinvolgere altri amministratori e cittadini - proseguono Amenta e Alvano -. Siamo convinti che questo forte sostegno popolare possa favorire la convocazione di un incontro risolutivo al Mef. Un’iniziativa, la nostra, che si affianca alla richiesta già avanzata formalmente dalla Regione siciliana, che ha condiviso la nostra battaglia e ha chiesto un confronto con il governo nazionale».

Chiusura affidata al presidente Amenta: «Non possiamo più accettare che i Comuni della Sicilia siano trattati in modo diseguale - conclude il presidente Amenta -. Serve un intervento concreto e immediato per superare definitivamente il criterio della spesa storica e adottare parametri che tengano conto dei reali fabbisogni dei territori. Amministratori e cittadini si augurano che il Governo nazionale tenga conto della nostra battaglia: è tempo di dare ai Comuni siciliani le risorse necessarie per garantire pari diritti di cittadinanza».