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Scommesse sportive, la Sicilia vale mezzo miliardo. E Palermo sbanca in ricevitoria
I dati 2019-2024 svelano un mercato regionale in fortissima ascesa. Il capoluogo si conferma tra i re del gioco fisico in Italia, dietro solo ai colossi Napoli, Roma, Milano e Caserta
Il calcio resta il propulsore incontrastato del comparto delle scommesse sportive in Italia, e la Sicilia si conferma tra i protagonisti di questa dinamica. Nel 2024, la raccolta nazionale sulle giocate calcistiche ha superato i 16,1 miliardi di euro, a testimonianza di una passione trasversale che unisce il Paese da nord a sud. In questo scenario, l'Isola mantiene un ruolo di primo piano, con volumi in crescita costante e una presenza capillare radicata soprattutto nei principali centri urbani, a cominciare da Palermo.
L’analisi del quinquennio 2019-2024 mostra come il totale nazionale sia salito da 4.787 a 5.479 milioni di euro, pari a un incremento complessivo del 14,5%. La Sicilia segue quasi specularmente questo andamento, attestandosi all’ottavo posto per crescita percentuale: le somme puntate sul calcio sono passate da 414 milioni nel 2019 a 469 milioni nel 2024, con un robusto +13,3%.
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Colpisce, in particolare, la straordinaria tenuta del mercato regionale rispetto al resto del territorio. Mentre aree come Campania e Lazio hanno ampliato la propria quota e l’Emilia-Romagna ha registrato flessioni evidenti, la Sicilia ha conservato invariata la propria incidenza sul totale nazionale, pari all'8,6%. Ciò significa che l’aumento dei volumi in euro nell’Isola ha accompagnato passo dopo passo la ripresa complessiva del settore, senza sottrarre spazio ad altri mercati, a conferma di un’abitudine al gioco consolidata e resiliente.
La forza del bacino siciliano emerge con nitidezza anche dai dati provinciali più recenti, relativi al 2025 e riferiti alle scommesse nelle agenzie fisiche. Nonostante l’egemonia del digitale, la rete tradizionale mantiene un peso specifico rilevante e Palermo si impone come una delle capitali italiane del "betting", quinta a livello nazionale. Con una base imponibile ai fini della tassazione ordinaria pari a 37.402.184 euro, il capoluogo si colloca immediatamente dietro Napoli, Roma, Milano e Caserta. Un risultato che conferma il ruolo dei grandi poli urbani nella geografia delle giocate e l’attrattività ancora elevata delle ricevitorie nel tessuto cittadino palermitano.
L’evoluzione del mercato isolano riflette la resilienza dell’intero settore dopo il tracollo legato al Covid-19, che nel 2021 aveva dimezzato il volume nazionale a 2.052,4 milioni di euro. La Sicilia non solo ha recuperato, ma ha superato i livelli pre-pandemia. Il tutto in un Paese in cui oltre 30 milioni di maggiorenni dichiarano interesse per il calcio, disciplina che da sola assicura un gettito erariale superiore ai 400 milioni di euro. In definitiva, la regione non si limita a farsi trainare dall’onda: è una roccaforte strutturale del betting, impermeabile a crisi prolungate e alimentata dalla radicata passione sportiva dei suoi cittadini.