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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:54
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la storia

La maledizione dei geni: il mistero dei 10 scienziati USA svaniti nel nulla

Dal nucleare ai segreti sugli UFO, un'inquietante scia di sangue e sparizioni colpisce i vertici della ricerca americana. Il Congresso chiede l'intervento dell'FBI

17 Aprile 2026, 17:40

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La maledizione dei geni: il mistero dei 10 scienziati USA svaniti nel nulla

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Dal caso di Ettore Majorana in poi, l’archetipo dello scienziato che si dilegua senza lasciare tracce continua ad affascinare e inquietare.

Oggi, a quasi un secolo dall’enigmatica scomparsa del genio catanese nel 1938, un’ombra più ampia e sistemica sembra proiettarsi sugli Stati Uniti.

Non si parlerebbe di singole crisi individuali, ma — secondo ricostruzioni non ufficiali — di una “strage silenziosa”.

Tra il 2023 e l’aprile 2026, dieci tra scienziati, ricercatori e funzionari della Difesa statunitense sarebbero morti o scomparsi in circostanze considerate quantomeno anomale.

A collegarli, un fattore comune inquietante: tutti operavano in ambiti nevralgici per la sicurezza nazionale, dall’aerospazio alla propulsione avanzata, fino all’energia nucleare e alla ricerca sui fenomeni aerei non identificati (UAP).

I casi più rilevanti riguardano figure di primissimo piano.

Monica Jacinto Reza, ingegnera aerospaziale sessantenne e co‑inventrice del “Mondaloy” (una superlega ritenuta cruciale per i motori a razzo), sarebbe svanita nel giugno 2025 durante un’escursione in California, a brevissima distanza dai compagni di camminata.

Ancora più allarmante appare la scomparsa del maggiore generale dell’Aeronautica in congedo William Neil McCasland: già comandante dell’Air Force Research Laboratory, con responsabilità su programmi classificati da miliardi di dollari e presunti legami con dossier sugli UFO, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione nel New Mexico nel febbraio 2026 portando con sé solo un’arma, lasciando telefono e occhiali.

Colpiscono anche le ricorrenze geografiche e istituzionali. Almeno tre persone connesse al Los Alamos National Laboratory e alla filiera nucleare del New Mexico (Kansas City National Security Campus) risulterebbero scomparse: Anthony Chavez, Steven Garcia e Melissa Casias, che avrebbe abbandonato i propri telefoni ripristinati alle impostazioni di fabbrica.

Sul fronte spaziale, la NASA e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) contano più decessi: per Michael David Hicks e Frank Maiwald non sarebbero stati divulgati i motivi della morte né effettuate autopsie rese pubbliche, mentre l’astrofisico Carl Grillmair sarebbe stato ucciso con arma da fuoco nel vialetto di casa. Analogamente, per il fisico del MIT Nuno Loureiro si fa riferimento a un omicidio.

Le istituzioni, intanto, vengono sollecitate a intervenire. Membri del Congresso come Tim Burchett ed Eric Burlison chiedono un coinvolgimento formale dell’FBI. L’ex vicedirettore dell’FBI, Chris Swecker, ha lanciato un allarme proponendo l’ipotesi di attività di spionaggio straniero — dalla Cina alla Russia, fino all’Iran — finalizzate ad acquisire tecnologie sensibili o a neutralizzare alcune delle menti più brillanti del Paese.

Tra furti di brevetti dal valore miliardario, tensioni geopolitiche e il sospetto di insabbiamenti relativi a presunte tecnologie non umane, il mosaico resta frammentato e controverso. Un quadro che, in attesa di verifiche puntuali e accertamenti indipendenti, impone rigore investigativo e trasparenza istituzionale.