Attualità
Marina di Ragusa ci ricasca: panchine come discariche e la gente si infuria
Monta il dibattito sui social in ordine alle condizioni in cui sono lasciati gli spazi pubblici più gettonati dopo il sabato sera
La fotografia che in queste ore rimbalza sui social non lascia spazio a interpretazioni: Piazza Malta, cuore pulsante della movida di Marina di Ragusa, ridotta a un tappeto di rifiuti. Bottiglie di vetro, cartoni unti di fast-food, sacchetti abbandonati sulle panchine, avanzi di cibo sparsi ovunque. Un colpo d'occhio che pesa come un macigno, soprattutto ora che la stagione estiva è alle porte e la frazione balneare dovrebbe presentarsi al meglio.
Sui social esplode la rabbia. E non è un semplice sfogo: è la fotografia di una comunità stanca di convivere con un degrado che si ripete ogni fine settimana. Il riflesso immediato è puntare il dito contro i giovani, ma la discussione online smonta rapidamente questa scorciatoia. “Non sono solo loro”, scrivono in molti. “Gli adulti non sono da meno”, ricorda una residente, citando l'ennesimo caso di rifiuti ingombranti abbandonati nelle campagne come se fossero discariche a cielo aperto.
Il nodo, però, resta la movida. Ragazzi che “a casa sono educatissimi”, come sottolineano diversi genitori, ma che una volta in piazza sembrano dimenticare ogni regola di convivenza. E la preoccupazione cresce: “Così i turisti scappano”, avverte una cittadina. Perché l'immagine che Marina di Ragusa rischia di offrire è quella di un luogo trascurato, sporco, incapace di gestire il proprio spazio pubblico.
Dalla rabbia alle proposte, il passo è breve. E il tono è inequivocabile: basta tolleranza. La richiesta più ricorrente è quella di un cambio di passo nei controlli.
Polizia municipale in borghese. Molti residenti chiedono pattuglie non riconoscibili, capaci di intervenire sul momento e cogliere gli incivili con le mani nel sacco. Multe pesanti. “Bisogna toccare le tasche”, scrive un padre. Perché solo una sanzione significativa, secondo molti, può costringere le famiglie a prendere sul serio il problema. Lavori socialmente utili. C'è chi propone di affiancare alle multe giornate obbligatorie di pulizia: “Chi sporca, pulisce”. Videosorveglianza. L'appello all'amministrazione è chiaro: usare le telecamere già presenti e installarne di nuove, soprattutto nei punti più critici.
Intanto l'estate avanza. Le attività commerciali stanno riaprendo, i flussi aumentano, e la sensazione diffusa è che senza interventi immediati la situazione possa sfuggire di mano. Molti esercenti mettono a disposizione i mastelli per la differenziata, ma la pigrizia – o l'indifferenza – di chi preferisce lasciare tutto sulla panchina sembra prevalere.
“Siamo solo all'inizio, povera Marina”, commenta una residente, amara. Il rischio è che l'estate 2026 venga ricordata non per il mare cristallino o per le serate sul lungomare, ma per l'ennesima emergenza rifiuti. E questa, per una località che vive di turismo, sarebbe una sconfitta difficile da giustificare.