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19 aprile 2026 - Aggiornato alle 15:18
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Attualità

"Ponte sul fiume Ippari, continua a rimanere tutto bloccato. Che peccato"

L'associazione La Voce di Scoglitti dice la sua su un immobilismo penalizzante per la frazione a mare di Vittoria

19 Aprile 2026, 13:23

13:30

"Ponte sul fiume Ippari, continua a rimanere tutto bloccato. Che peccato"

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A Scoglitti l’estate è ormai alle porte, ma lungo Riviera Camerina tutto sembra immobile. È la denuncia – lucida e insistita – di Francesco Tarascio, rappresentante dell’associazione La Voce di Scoglitti, che torna a sollevare un problema diventato ormai simbolo di un’attesa infinita.

«Ho già scritto tante volte su questo problema e non mi stancherò di farlo», afferma Tarascio. E il motivo è chiaro: per il terzo anno consecutivo, che significa quarta estate, la comunità attende ancora il nuovo ponte sul fiume Ippari. Un’opera fondamentale per la viabilità della zona, rimasta però ferma al palo. Nessun avanzamento, nessuna comunicazione, nessuna data certa.

E non va meglio per via della Fratellanza, dove i lavori previsti non sono mai partiti. Due interventi strategici, entrambi bloccati, mentre il territorio continua a fare i conti con disagi quotidiani e collegamenti insufficienti.

Il paradosso è evidente: tra pochi giorni aprirà il Mangia’s Resort (ex Club Med), una struttura capace di richiamare turisti da tutta Europa. Un’opportunità enorme per l’economia locale, che però rischia di scontrarsi con una realtà fatta di infrastrutture carenti e promesse rimaste sulla carta.

«Ci ritroveremo ancora una volta con Scoglitti isolata, penalizzata sotto ogni punto di vista», avverte Tarascio. Un isolamento che stride con le potenzialità del territorio: un litorale di grande pregio, un patrimonio naturalistico e archeologico unico, un’identità turistica che potrebbe rappresentare un vero punto di forza.

E invece, come sottolinea il rappresentante de La Voce di Scoglitti, regna il silenzio. Nessun dibattito pubblico, nessuna presa di posizione chiara, nessuna visione complessiva. Solo attese che si accumulano e interventi che non partono.

La domanda che Tarascio pone è diretta e inevitabile: com’è possibile che un territorio così ricco venga lasciato per anni in questo stato? Ci sono realtà che, con risorse molto più limitate, riescono a valorizzare ogni dettaglio. Qui, invece, si continua a perdere tempo prezioso.

«Forse il problema è proprio questo: non stiamo dando il giusto valore a ciò che abbiamo», conclude Tarascio. Una riflessione che suona come un monito, soprattutto ora che la stagione estiva sta per cominciare e Scoglitti avrebbe bisogno, più che mai, di risposte concrete.

Un’occasione che il territorio non può permettersi di sprecare ancora.