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19 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:38
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Attualità

Pozzallo e le concessioni per realizzare gli chalet sulla spiaggia, protestano i cittadini

Un percorso costellato di ostacoli sta diventando oggetto di accese rimostranze da parte della collettività

19 Aprile 2026, 15:27

15:31

Pozzallo e le concessioni per realizzare gli chalet sulla spiaggia, protestano i cittadini

Lavori in spiaggia a Pozzallo

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A Pozzallo la trasformazione della costa non sta avvenendo per caso, ma attraverso una serie di scelte amministrative che, nel tempo, hanno ribaltato l’impianto di tutela pensato per proteggere l’arenile. Mentre gli chalet avanzano sulla sabbia e modificano il paesaggio, il piano che avrebbe dovuto limitarli viene riscritto in Consiglio comunale, aprendo la strada a nuove concessioni e a un meccanismo che rischia di diventare irreversibile.

Nel 2019 il Comune approva il Piano di utilizzo del demanio marittimo con un obiettivo chiaro: contenere l’occupazione delle spiagge, preservare gli spazi liberi e garantire un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela ambientale.

È tutto definito negli atti ufficiali, che recepiscono le linee guida regionali e fissano un limite preciso alla presenza di strutture sull’arenile. Ma quella linea, nel giro di pochi anni, cambia direzione.

Il piano viene riportato in Consiglio comunale, discusso, modificato e trasformato da documento tecnico a terreno di scontro politico. Il sindaco difende l’impostazione originaria e arriva fino ai tribunali amministrativi, ottenendo dal Consiglio di giustizia amministrativa un pronunciamento che mette in discussione le autorizzazioni rilasciate.

Nel frattempo però gli equilibri politici in aula cambiano, la maggioranza si ricompone e il primo cittadino perde i numeri necessari per mantenere la linea di tutela. Il Consiglio diventa l’organo decisivo e interviene in modo ancora più radicale.

Il 25 febbraio 2025 approva una mozione che riscrive di fatto il PUDM, dando indirizzo alla Giunta di rielaborare il piano inserendo tutte le concessioni già rilasciate, comprese quelle oggetto di ricorsi e contenziosi, e indicando la rinuncia alle azioni legali in corso.

La delibera passa con i voti di Quintilia Celestri, Uccio Agosta, Giuseppe Giampietro, Giuseppe Sulsenti e Rosario Iozzia, figure che emergono nella fase decisiva e che contribuiscono a segnare un cambio di rotta netto.

Attorno alla vicenda resta un clima pesante: diversi attori coinvolti preferiscono non rilasciare dichiarazioni, mentre le versioni circolano senza essere mai formalizzate.

Intanto le concessioni diventano cantieri e i cantieri diventano strutture. Secondo la documentazione regionale, le nuove concessioni sono quattro, ma l’aspetto più delicato riguarda almeno un titolo che, secondo fonti convergenti, non sarebbe stato utilizzato per costruire bensì ceduto, generando un guadagno rilevante nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro.

Un passaggio che, se confermato, trasformerebbe la vicenda da intervento di sviluppo turistico a operazione economica basata sulla possibilità di ottenere e rivendere autorizzazioni.

Sullo sfondo emergono anche legami familiari tra alcuni componenti del Consiglio e soggetti che avrebbero presentato richieste per gli chalet. Negli atti ufficiali compaiono dichiarazioni di assenza di conflitto di interesse, ma fuori dalle carte il quadro appare più complesso e solleva interrogativi sull’opportunità delle scelte compiute.

Il punto oggi non riguarda più solo ciò che è già stato costruito. Il vero rischio è ciò che potrebbe ancora accadere. Le nuove linee regionali e le decisioni del Consiglio aprono la strada ad altre concessioni, e gli chalet già autorizzati fanno da precedente. C’è chi osserva, chi si muove, chi prepara nuove richieste.

Lo scenario che si delinea è quello di una progressiva occupazione dell’arenile, con una trasformazione radicale del litorale pozzallese. Il piano nato per proteggere la spiaggia rischia di diventare lo strumento che ne accelera la scomparsa, mentre il silenzio che circonda la vicenda pesa come un macigno sul futuro della costa.