L'accordo
Se non è pace è quasi: candidatura Unesco per saline e Stagnone, il porto trova spazio e serenità
Imprese e istituzioni si confrontano, via libera a un osservatorio e a soluzioni per tutelare il porto mentre si punta a turismo e sviluppo
Se non è pace è quasi sottoscritta. Venerdì alla Camera di Commercio si è tornati a parlare della candidatura della riserva delle saline di Trapani, Paceco e Misiliscemi e dell’area protetta dello Stagnone di Marsala, a zona Mab Unesco, per le specifiche caratteristiche possedute proprie della Biosfera.
Gli imprenditori e gli operatori portuali non hanno disertato l’incontro, c’era anche Sicindustria Trapani con il presidente Filippo Amodeo, c'era la direttrice della riserva Silvana Piacentino, mancava solo Gaspare Panfalone delegato Assiterminal e presidente della Riccardo Sanges & C. una delle maggiori e più importante aziende del porto, con i suoi oltre 100 dipendenti. Ma l’assenza era stata preannunciata per impegni di lavoro all’estero.
A differenza dell'incontro dell'11 aprile al chiostro di San Domenico, indetto dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, venerdì nella sede camerale il campo delle polemiche è stato spazzato via, tra le proposte più interessanti quelle venute dall’imprenditore Gigi Morana che ha chiesto l'istituzione di un osservatorio per seguire l'iter. Le preoccupazioni per i vincoli che sul porto potrebbero giungere dall'Unesco sono state chiarite, anzi il confronto ha permesso di individuare tre aree utili ai movimenti portuali.
Sul tavolo il presidente Pace ha messo una nota, quella dell'Autorità di Sistema Portuale che ha confermato l'incontro preliminare tenutosi qualche settimana addietro e che ha visto l'assenso dell'Autorità sul planning presentato dalla Camera di Commercio. Ma un'altra novità potrebbe giungere da Roma, direttamente dal ministero dell'Ambiente che sta sostenendo la candidatura Unesco.
Si è quindi ribadito che il riconoscimento Unesco può solo portare al territorio molte cose positive, sono state indicate altre esperienze che hanno visto le aree destinatarie del progetto Mab sviluppare turismo ed esperienze imprenditoriali.
A differenza di quanto si era sentito alla vigilia dell'incontro il percorso è stato contrassegnato da convergenza e serenità. Se la preoccupazione era quella di avere il porto solo come spettatore, è stata smentita. Certo ci sono molti aspetti in agenda da discutere, a cominciare dal piano regolatore del porto antico di un ventennio e forse di più, e il Piano Urbanistico generale che ancora non è arrivato all'esame del Consiglio comunale.