Attualità
Cimitero di Modica, e venne l'ora del comitato tecnico
Dopo un'attesa di tredici anni, finalmente qualcosa sembra sbloccarsi: domani prima riunione
Parla il prof. PierGiorgio Barone, rappresentante del comitato sul cimitero. Lunedì 20 aprile, alle 19.00, nel gabinetto del sindaco di Modica, si terrà la prima seduta dell’attesissimo “Tavolo Tecnico”, fortemente sollecitato dallo stesso Comitato.
All’incontro prenderanno parte, oltre ai vertici amministrativi e politici della città – la sindaca Maria Monisteri, l’assessore ai Servizi cimiteriali Saro Viola e la presidente del Consiglio comunale Mariacristina Minardo – anche la deputazione regionale espressione della provincia iblea: gli onorevoli Stefania Campo, Ignazio Abbate, Giorgio Assenza e Nello Dipasquale, insieme ai rappresentanti del Comitato.
Tutti i parlamentari citati, riferisce Barone, hanno già confermato, di persona e per iscritto, l’adesione all’iniziativa e l’impegno a sostenere ogni istanza che il Comune di Modica riterrà di avanzare presso l’assessorato regionale alle Infrastrutture e Mobilità, attualmente guidato da Alessandro Aricò.
L’attesa è grande, sottolinea il comitato, perché dopo tredici anni di disagi dovuti a transennamenti e chiusure delle edicole funerarie di associazioni, cooperative, parrocchie e confraternite – dichiarate inagibili per rischio crolli e per tutelare l’incolumità dei familiari che rendono omaggio ai propri cari – “con responsabili, presidenti tutti assenti, disinteressati, latitanti”, l’Amministrazione comunale ha attivato il proprio Ufficio tecnico.
Quest’ultimo ha redatto un accurato computo metrico dei degradi, aggravatisi negli ultimi mesi anche in concomitanza con il ciclone Harry, al fine di quantificare e stimare gli interventi economici necessari per il ripristino dell’agibilità, sia con un piano unitario sia per fasi successive.
“Riteniamo, assieme ai deputati regionali della provincia di Ragusa, che sia possibile reperire fondi sia regionali sia europei. Un’opera di grande valenza etica e morale, in cui la politica offre una risposta concreta, oltre i colori partitici, le alleanze, le ideologie, a sentimenti di ‘pietas’ popolare verso le generazioni che ci hanno preceduto”, afferma Barone. E aggiunge: “Il presente ha e deve avere memoria: il rispetto dei nostri cari defunti è un atto di civiltà”.
Al di là dei profili di sicurezza e decoro, il rappresentante del Comitato richiama anche la dimensione umana del tema: “Andare al cimitero e trovare i nostri genitori, fratelli, figli morti aiuta a rielaborare il lutto: si ha un posto dove piangere o continuare a ‘parlare’ con chi non è più con noi. Quando l’accesso è negato, con la paura che quei miseri resti possano fare un volo di venti metri, si vive un disagio che, invece di aiutare a superare la ‘spartenza’, accresce il dolore fino agli incubi più indicibili”.