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Alzheimer, famiglie allo stremo per le rette delle Rsa che toccano i 3mila euro al mese

C'è anche il problema delle liste d'attesa: cresce la spinta perché il Servizio sanitario nazionale si faccia carico dei costi

20 Aprile 2026, 16:43

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Alzheimer, famiglie allo stremo per le rette delle Rsa che toccano i 3mila euro al mese

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Garantire cure adeguate ad un proprio caro anziano affetto da demenza o Alzheimer, quando non è praticabile un’assistenza a casa, sta diventando impossibile per molte famiglie italiane. È colpa del "caro rette" nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali): fino a 3mila euro è infatti il costo mensile, al netto delle spese di tipo medico per le quali è previsto un rimborso del Servizio sanitario nazionale. A ciò si aggiunge, in ogni caso, la difficoltà a trovare un posto, con liste di attesa che superano i 12 mesi. Le famiglie dei pazienti si sentono «lasciate sole» a fronte di questa emergenza e chiedono di essere ascoltate.

«Fino a 74mila euro per un ricovero medio in Rsa di un paziente affetto da Alzheimer - spiega Pietro Schino, dell’Associazione Alzheimer Bari - è l’ordine di grandezza dei costi che gravano sulle famiglie, considerando una retta mensile media di 2.242 euro e una durata della degenza di circa 33 mesi. Ma le demenze sono patologie pesanti: avere un appoggio economico è necessario perché le famiglie non possono sostenere da sole il peso della malattia». Allo stesso tempo, sottolinea, è necessario tenere conto delle difficoltà di sostenibilità economica delle amministrazioni pubbliche, chiamate a reperire risorse aggiuntive per far fronte a una domanda assistenziale in costante crescita. In assenza di una disciplina organica, è sempre più la giurisprudenza a intervenire, riconoscendo in diversi casi che le rette dovrebbero essere a carico del Servizio sanitario nazionale.

Secondo il rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 di Alzheimer Europe, in Italia le persone con demenza sono oltre 1,4 milioni, un dato destinato a crescere nei prossimi decenni e che rende il ricorso alle strutture residenziali sempre più strutturale nel percorso assistenziale. Sul piano giuridico, chiarisce Schino, «si consolida un orientamento che riconosce, nei casi di Alzheimer e demenze gravi, la natura sanitaria delle prestazioni rese in Rsa quando queste risultano inscindibilmente integrate con l’assistenza. In tali circostanze, i costi devono essere sostenuti dal Ssn». Le recenti pronunce delle Corti di Appello - da Firenze a Milano e Trento - confermano questo indirizzo. In particolare, la sentenza n. 233/2025 della Corte di Appello di Trento ha riconosciuto il diritto di un’erede alla restituzione di oltre 162mila euro versati per la degenza, oltre interessi e spese legali per tutti i gradi di giudizio. Il problema costi è denunciato anche dalla tante telefonate di familiari che giungono ogni giorno alla Helpline Pronto-Alzheimer della Federazione italiana Alzheimer, racconta all’ANSA il segretario generale Mario Possenti.

Il punto, rileva, «è che alla famiglia spetta il pagamento della parte "sociale" della retta, quella legata cioè all’assistenza residenziale e non di tipo sanitario. Un costo elevato che solo alcune regioni, al Nord, rimborsano fino al 50%. In altre non è previsto alcun aiuto». Tuttavia, secondo Possenti, «i ricorsi non sono la soluzione e non si può pensare di andare avanti a colpi di sentenze. Chiediamo una legge nazionale che faccia ordine». E poi pesa la carenza di posti letto: «sono circa 13mila le Rsa in Italia, per un totale di 430mila posti letto, concentrati soprattutto al Nord - afferma Possenti - ma manca un censimento di quante siano quelle adatte ad accogliere persone con demenza». In ogni caso, i posti non bastano. Secondo una rilevazione Censis, ricorda l’esperto, «quasi il 50% degli anziani con demenza o Alzheimer che fa richiesta di un posto in Rsa, deve attendere oltre un anno».

«L'evoluzione giurisprudenziale sta progressivamente chiarendo che, in presenza di patologie neurodegenerative, la distinzione tra componente sanitaria e assistenziale perde rilevanza», spiegano i legali del network legale Consulcesi & Partners, che domani promuove un webinar gratuito sul tema 'Diritti dei familiari e giurisprudenza sui pagamenti non dovuti'. Per questo, concludono gli avvocati, è fondamentale verificare, caso per caso, la legittimità delle rette richieste.