Società
Ragusa e il “caso Laureano”: tra curiosità, costume e quel mistero sui settanta uomini che fa discutere tutta la provincia
Da domenica scorsa nell'area iblea non si parla d'altro. Ecco quali sono le ultime novità
Da giorni, in provincia di Ragusa non si parla d’altro. La presenza di Bianca Laureano, la 35enne italo‑brasiliana incoronata Top Escort 2025 nella classifica nazionale basata su oltre 124.000 recensioni verificate, ha trasformato una normale settimana in un fenomeno di costume che continua a rimbalzare tra bar, uffici e gruppi WhatsApp.
Il motivo è ormai noto: quel numero, “settanta uomini”, pronunciato con disarmante naturalezza nel video diventato virale. Settanta incontri in pochi giorni, tra Ragusa e i comuni limitrofi. Un dato che ha acceso la fantasia collettiva più di qualsiasi altro dettaglio.
La domanda che circola ovunque – sempre con un sorriso, mai con malizia – è semplice e impossibile: chi sono questi settanta uomini? Professionisti? Pendolari? Impiegati in pausa pranzo? Residenti dei centri vicini? Nessuno lo sa, e nessuno lo saprà. Ma il gioco delle ipotesi è diventato un piccolo rito sociale, un modo per raccontare la provincia attraverso una storia leggera, quasi antropologica.
A confermare l’interesse che Bianca ha suscitato nel territorio c’è anche il commento – uno dei tanti – lasciato da un cliente ragusano, che descrive l’incontro in modo rispettoso e sorprendentemente misurato per gli standard delle piattaforme di recensioni. Il cliente parla di una professionalità impeccabile, di un’accoglienza curata, di una donna “assolutamente corrispondente alle foto, gentile, puntuale e attenta”, capace – scrive – di “mantenere tutto ciò che promette e anche qualcosa in più in termini di cordialità e disponibilità”.
Sottolinea inoltre che l’incontro è avvenuto in un appartamento “ordinato, riservato e facile da raggiungere”, con l’unico appunto sul parcheggio “un po’ complicato”. Una recensione che, pur nella sua natura, restituisce un’immagine sorprendentemente normale, quasi quotidiana, di un servizio che molti immaginano lontano dalla realtà.
Dal canto suo, Bianca – che nelle interviste ha sempre rivendicato la serietà del proprio lavoro – avrebbe confidato di voler tornare presto in Sicilia, dove si è sentita accolta e dove, parole sue, “c’è un calore umano che altrove non trovo”.
E così, tra ironia, curiosità e un pizzico di autoanalisi collettiva, Ragusa si ritrova protagonista di un dibattito che non scandalizza ma incuriosisce. La vicenda Laureano diventa un pretesto per osservare la comunità iblea da una prospettiva diversa: una provincia che commenta, scherza, si interroga, senza mai oltrepassare il limite del rispetto.
Forse è proprio questo il punto: la storia non parla davvero di Bianca, ma di Ragusa. Di come reagisce, di come si racconta, di come trasforma un episodio leggero in un’occasione per guardarsi allo specchio, con un sorriso e senza prendersi troppo sul serio.