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Il lago fantasma dell'Etna a meno di due ore da Catania
Nato da un'eruzione del 1536, questo bacino siciliano viene inghiottito dal terreno lavico in estate per riapparire in inverno. Un unicum geologico ai piedi del vulcano
Sulle pendici nord-occidentali dell’Etna, a 835 metri di quota e nei pressi di Randazzo, si cela uno dei gioielli meglio custoditi della Sicilia: il Lago Gurrida.
Nato nel 1536 in seguito a un’eruzione laterale del vulcano, questo specchio d’acqua si formò quando una colata lavica sbarrò inesorabilmente il corso del fiume Flascio.
Oggi il Gurrida detiene un primato straordinario: è la unica area umida all’interno del vasto paesaggio vulcanico del Parco dell’Etna. Il fascino di questo ecosistema risiede nella sua natura effimera e stagionale, che cambia radicalmente con il passare dei mesi. In estate il bacino scompare quasi del tutto, inghiottito in poche settimane dalla terra. La causa è la forte permeabilità del fondale lavico, che drena rapidamente le acque verso un intricato sistema di cunicoli e gallerie sotterranee, in connessione con i bacini dei fiumi Alcantara e Simeto.
Con l’inverno e lo scioglimento delle nevi etnee, il Flascio torna in piena e il lago riappare in tutta la sua imponenza, arrivando talvolta a straripare. È allora che si manifesta uno degli spettacoli più suggestivi e singolari del mondo agricolo: l’allagamento dei vigneti.
Le viti secolari restano sommerse per mesi sotto metri d’acqua, senza però marcire. Questo straordinario adattamento ha permesso a piante prossime ai due secoli di età di sopravvivere alla devastante epidemia di fillossera — l’insetto giunto dall’America che nell’Ottocento decimò i vigneti europei — consegnandoci oggi un vino davvero unico.
Il Lago Gurrida è anche un autentico paradiso per naturalisti e appassionati di birdwatching. Lungo le sponde, orlate da pioppi, salici, canneti e garofani d’acqua, trovano riparo rettili come la testuggine di palude e una miriade di specie avifaunistiche.
Tra aprile e maggio, e più in generale durante le grandi migrazioni, l’area diventa una tappa cruciale per migliaia di uccelli in viaggio: aironi cenerini, cicogne, falchi di palude, alzavole e diverse anatre, osservabili dai capanni in legno dislocati lungo il percorso.
L’esplorazione del territorio è immersiva e alla portata di tutti. Il “Sentiero Gurrida”, curato dall’omonima azienda agricola, si sviluppa per circa 1,5–2 chilometri in perfetta pianura. Privo di pendenze e ostacoli significativi, è un itinerario semplice, inclusivo e adatto anche a famiglie con bambini e a persone con disabilità motorie, per una passeggiata rilassante di circa un’ora.