Attualità
Modica e il rilancio del centro storico, Ruta: "Si dia voce ai residenti"
Per il comitato Alternativa socialista, è necessario un "approccio eccentrico"
Il 28 aprile potrebbe segnare uno snodo decisivo per il destino del cuore antico della città.
In quella data è prevista la riunione preliminare alla costituzione del Tavolo Tecnico per il Centro Storico, un passaggio che ambisce a essere ben più di una mera seduta organizzativa.
Per il comitato L’Alternativa Socialista, guidato da Antonio Ruta, rappresenta un’occasione irripetibile non solo per delineare la rinascita urbanistica del rione, ma per rigenerarne in profondità il tessuto sociale.
Il fulcro della proposta del Comitato è netto: evitare che il Tavolo si trasformi nell’ennesimo recinto burocratico per soli addetti ai lavori.
Pur riconoscendo il legittimo interesse di forze politiche, istituzioni e associazioni di categoria, Ruta rivolge loro un appello alla generosità, con l’obiettivo di spostare il baricentro delle decisioni verso chi il quartiere lo abita e lo attraversa ogni giorno.
“Chiediamo di valorizzare il protagonismo dei residenti, delle comunità straniere, dei giovani e degli operatori sociali e religiosi” – si legge nella nota del Comitato –.
“Sono loro i primi a vivere realmente i problemi del quartiere e a subirne le conseguenze. Si lasci parlare e agire chi, fino ad oggi, non ha avuto voce o non è stato ascoltato”.
La parola d’ordine per l’appuntamento del 28 aprile è discontinuità.
Il Comitato auspica un approccio definito “eccentrico”, vale a dire la capacità di oltrepassare i consueti schemi amministrativi per abbracciare una visione più ampia e inclusiva.
L’obiettivo è dar vita a un organismo che, pur mantenendo la sua dicitura “tecnica”, diventi un luogo in cui la cittadinanza attiva sia parte integrante del processo, capace di adattarsi alle necessità del quartiere e di sottrarsi alle rigidità della politica tradizionale.
Alla base, l’idea che nessuna riqualificazione architettonica possa riuscire senza una parallela rigenerazione umana.
Coinvolgere comunità straniere e giovani significa riconoscere la realtà di un Centro Storico multiculturale e vitale, che richiede soluzioni contemporanee ed efficaci.
La data del 28 aprile sarà dunque il primo vero banco di prova per misurare la volontà dell’amministrazione e delle rappresentanze di aprirsi realmente alla cittadinanza.
La sfida è lanciata: trasformare il Centro Storico da “problema” da gestire a laboratorio di innovazione sociale e partecipazione.