il vertice
Aeroporto Agrigento, scatta l’ora della verità: missione a Roma contro il silenzio dell’Enac
Il Libero consorzio vola nella Capitale l'11 maggio: l'infrastruttura resta ferma al palo nonostante il deposito degli studi tecnici
Una missione a Roma per chiedere notizie sul futuro dell’aeroporto “Valle dei Templi” ad Agrigento. Il prossimo 11 maggio il presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino, insieme ai vertici del settore Lavori pubblici dell’Ente voleranno a Roma per chiedere numi all’Enac sul futuro dell’infrastruttura agrigentina.
Una riunione con la presidenza dell’ente nazionale aeroporti ritenuta necessaria stante il perdurante silenzio che si registra da parte delle istituzioni preposte sul progetto per la realizzazione di una pista nella piana di Licata.
Era il 21 gennaio scorso quando vennero depositati al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Enac i faldoni degli approfondimenti e degli studi tecnici ed ambientali per la fattibilità dell'aeroporto di Agrigento. Si trattava - ed è un caso caso anomalo - della seconda integrazione richiesta dal Mit rispetto al progetto di fattibilità presentato nel lontano 2024, dopo un ritardo prolungato degli organismi nazionali nel rilascio dei dovuti ok.
In particolare, l’Enac ha prima chiesto l’allungamento della pista e alcuni studi integrativi importanti, come quelli che riguardano la sostenibilità economica dell’infrastruttura e la sua compatibilità con i venti che spirano nella piana di Licata e poi, anziché rilasciare il parere di competenza, aveva chiesto la produzione di nuovi studi integrativi di carattere economico, tecnico e ambientale. Richieste che l’Ordine degli Architetti ritenne «davvero eccessive per questa fase preliminare, finalizzata all’inserimento dello scalo nella programmazione nazionale degli aeroporti», ma che vennero soddisfatte.
Consegnati i faldoni con i correttivi richiesti si sarebbe dovuto registrare un primo parere positivo di Enac cui sarebbe dovuto seguire un passaggio alla Commissione Trasporti in Parlamento per inserire l’opera nel Pna, il piano nazionale degli aeroporti.
E invece? Ci spiegano dal Libero consorzio che su tutta la vicenda è calato un silenzio assordante, senza cenni né in positivo né in negativo sulla proposta progettuale. Da qui la necessità di un incontro formale con i vertici di Enec per comprendere perché non si stia concedendo un’opportunità almeno sul piano autorizzativo all’infrastruttura.