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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 15:21
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via pietro nenni

I resti del Convento dei Carmelitani tornano sottoterra (per ora)

L'ipotesi per il futuro è spostare l'indagine archeologica verso il muro di contenimento di via dell'Annunziata

22 Aprile 2026, 13:07

13:10

I resti del Convento dei Carmelitani tornano sottoterra (per ora)

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Riportato alla luce dopo secoli di oblio in modo sostanzialmente casuale e, adesso, destinato a tornare sottoterra in attesa che vi siano le risorse e la volontà politica di studiarlo approfonditamente e renderlo, magari, parte di un percorso di visita e conoscenza della città.

Inizieranno nei prossimi giorni i lavori di chiusura dello scavo archeologico dell’area di via Porta di Mare emerso durante i lavori di ottimizzazione della rete idrica cittadina. L'intervento, disposto dalla Soprintendenza, si è reso necessario per motivi di sicurezza legati alla profondità dell’area indagata, che raggiunge quasi i 3 metri e mezzo, e alle difficoltà nella gestione del traffico.

Le indagini, come si ricorderà, hanno portato alla luce una straordinaria testimonianza del passato urbano: un settore marginale dell'antico e dimenticato Convento dei Carmelitani, completo di strutture murarie, archi e canalette per la captazione delle acque in buono stato di conservazione. La Soprintendenza, in assenza di un progetto operativo e finanziato per proseguire le attività di indagine e garantire la valorizzazione di questo patrimonio, ha ritenuto prioritario bilanciare la tutela del bene con la sicurezza pubblica e il prosieguo dei lavori.

La chiusura dello scavo non è però definitiva ma finalizzata alla conservazione e protezione delle strutture in attesa di un futuro progetto di valorizzazione e fruizione pubblica. L'autorizzazione impone precise prescrizioni che rendono il tutto pienamente reversibile. Le murature e i piani di calpestio saranno protette con uno strato di tessuto non tessuto resistente e permeabile. È prevista la posa di uno strato di almeno 40 cm di argilla espansa o ghiaia – sempre per consentire una facilitò di scavo successivo – e tutte le operazioni di riempimento dovranno essere documentate sotto la supervisione degli archeologi incaricati.

Ma cosa può/deve essere fatto? Per proseguire le attività di indagine una delle ipotesi al momento al vaglio è quella di iniziare lo scavo dal muro di contenimento della via dell’Annunziata, area che da questo punto di vista potrebbe ospitare i resti del convento e altre strutture sepolte nei secoli. Per fare questo servono, ovviamente, fondi e progetti.