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Imprese, Agrigento regina di Sicilia: è la provincia che cresce di più nel 2026
Nonostante le chiusure fisiologiche di inizio anno, il saldo resta ampiamente positivo con 121 nuove realtà
Controcorrente e resiliente. Mentre il panorama economico nazionale continua a muoversi tra le incertezze di un mercato globale instabile, la provincia di Agrigento lancia un segnale di vitalità inaspettato. I dati Unioncamere relativi al primo trimestre del 2026 scattano l'istantanea di un territorio che non solo resiste, ma si trasforma, conquistando la maglia nera del dinamismo in Sicilia.
Storicamente, i primi tre mesi dell’anno rappresentano un momento critico per l'anagrafe delle imprese: è il periodo in cui si concentrano le cancellazioni fisiologiche legate ai bilanci di fine anno. Eppure, la provincia dei Templi ha saputo invertire la rotta. Il bilancio parla chiaro: 681 nuove iscrizioni contro 560 cessazioni. Il risultato è un saldo attivo di 121 unità, che si traduce in un tasso di crescita dello 0,30%. Si tratta del dato più alto a livello regionale, un primato che distacca le altre province siciliane e certifica una capacità di adattamento fuori dal comune.
Ma a cambiare non sono solo i numeri, è la "pelle" stessa del sistema produttivo agrigentino. I dati evidenziano una metamorfosi strutturale: i settori storici, come agricoltura e commercio, segnano il passo e arretrano, lasciando spazio a una nuova economia. A trainare la volata è il comparto dei servizi, ormai vero motore dello sviluppo locale.
C'è poi un segnale di maturità imprenditoriale da non sottovalutare: la crescita delle società di capitali a scapito delle ditte individuali. Questo passaggio testimonia la volontà di fare impresa in modo più strutturato, solido e pronto ad affrontare le sfide del credito e dell'internazionalizzazione. Agrigento, dunque, non è più solo terra di tradizioni, ma un laboratorio di innovazione terziaria che guarda al futuro con una nuova consapevolezza.