Società
San Giorgio 2026, Modica si prepara alla festa
Ecco tutti gli appuntamenti legati alle celebrazioni in onore del patrono che si annunciano molto partecipate
La città di Modica entra nel vivo dei festeggiamenti dedicati a San Giorgio, una delle ricorrenze religiose più attese e partecipate della Sicilia sud‑orientale. La festa, che affonda le sue radici in una tradizione secolare, torna anche quest’anno con un programma articolato che unisce liturgia, folklore e momenti di forte identità comunitaria.
Il culto del Santo Cavaliere, profondamente radicato nella storia modicana, richiama ogni anno migliaia di fedeli e visitatori. Non è un caso che la celebrazione sia considerata tra le più importanti dell’Isola, seconda solo ai grandi eventi religiosi di Catania e Palermo. La devozione, tramandata nei secoli, continua a essere il motore di una festa che coinvolge l’intera città, dalle famiglie ai portatori, dai bambini ai turisti.
Il programma 2026 prevede una serie di appuntamenti che culmineranno nella processione di domenica 26 aprile, quando il simulacro di San Giorgio uscirà dal Duomo tra una pioggia di volantini colorati e lo scoppio dei fuochi d’artificio. È il momento più atteso: la statua, portata a spalla dai Sangiorgiari, attraverserà le vie del centro storico con la caratteristica andatura veloce, a tratti quasi una corsa, che rievoca il galoppo del cavallo del Santo.
La vigilia sarà invece dedicata ai più piccoli con il tradizionale “San Giorgio dei Piccoli”, una processione che vede protagonisti i bambini, custodi del futuro della tradizione. Un passaggio simbolico che testimonia la volontà della comunità di tramandare il rito alle nuove generazioni.
Grande attenzione è stata riservata anche all’organizzazione logistica e alla sicurezza, grazie al lavoro congiunto della parrocchia, del comitato e delle istituzioni regionali, che sostengono la manifestazione riconoscendone il valore culturale e turistico. L’impegno delle realtà locali ha permesso negli anni di far crescere la festa, oggi considerata un’eccellenza del territorio.
La giornata conclusiva si chiuderà, come da tradizione, con il rientro del simulacro in Duomo, accolto da un’ultima esplosione di entusiasmo. Qui, tra le navate, la statua verrà fatta girare più volte prima di essere riposta, in un gesto che conserva il sapore antico delle celebrazioni borboniche, quando le processioni esterne erano vietate.
Modica si prepara dunque a vivere un nuovo capitolo della sua storia religiosa, con una festa che continua a unire fede, identità e partecipazione popolare. Una tradizione che non smette di emozionare e che, anche nel 2026, promette di trasformare la città in un grande abbraccio collettivo attorno al suo Santo Cavaliere.