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Maria Ss. di Gulfi, la patrona ha fatto rientro al santuario. Bagno di folla tra i devoti
Concluse ieri sera le celebrazioni in onore della regina e patrona di Chiaramonte
Con la Discesa della Madonna di Gulfi, celebrata nel pomeriggio di ieri, si è conclusa la ricorrenza più sentita e identitaria per la comunità di Chiaramonte.
Un’edizione che, anche quest’anno, ha saputo intrecciare devozione, memoria collettiva e ampia partecipazione popolare, al termine di un novenario particolarmente intenso chiusosi martedì sera.

L’ultima funzione prima della Discesa ha richiamato una folla numerosa nel Duomo, dove la liturgia è stata accompagnata dal canto della “Greca” e delle “12 stelle”, antichi inni dedicati a Maria di Gulfi.
Al termine, come da tradizione, i forestali hanno offerto un dolce alle mandorle e animato la piazza con musica e momenti di convivialità, trasformando l’attesa in un’occasione di incontro.
La mattina della Discesa si è aperta con la messa, seguita dal rientro del piccolo simulacro di San Vito nella sua chiesa, scortato dalla banda musicale.
Intanto, nel Duomo, prendevano avvio le delicate operazioni di preparazione della Madonna per la processione: lo smontaggio dell’altare, la rimozione degli addobbi floreali e la discesa tecnica del simulacro dall’altare maggiore.
Un rito composto e solenne, seguito in silenzio da numerosi fedeli rimasti in chiesa per assistere alla vestizione con gioielli, mantello e corone, secondo l’assetto storico tramandato nei secoli.

Nel primo pomeriggio tutto era pronto per il tradizionale “Cuncursu”, il giro cittadino che accompagna la Vergine attraverso le vie del paese.
L’emozione più intensa è giunta con l’ingresso nella chiesa del Ss. Salvatore, dove si è rinnovato il toccante saluto tra i due simulacri, gesto simbolico che ogni anno commuove l’intera comunità.
La discesa verso il santuario, più lenta e agevole rispetto alla Salita, si è svolta con una partecipazione composta ma vibrante.
All’arrivo, la Madonna è entrata in chiesa per poi uscire nuovamente, dando vita al tradizionale “trasi e niesci”, ripetuto più volte secondo la volontà dei portatori, in un crescendo di fervore e di forza corale.
La giornata si è conclusa con l’inno a Maria, intonato da quanti hanno condotto il simulacro fino al santuario, suggellando un percorso di fede che, anno dopo anno, rinsalda il legame profondo tra la cittadinanza e la sua Patrona.