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Attualità

Ragusa, la consulta femminile celebra gli 80 anni del voto alle donne

La presidente Miceli: "E' giusto ricordare che il 25 aprile del 1946 fu varcata una soglia della storia"

24 Aprile 2026, 12:37

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Ragusa, la consulta femminile celebra gli 80 anni del voto alle donne

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Nel giorno in cui l'Italia celebra la Liberazione dal nazifascismo, la Consulta Femminile di Ragusa richiama una duplice memoria che tocca il cuore della nostra democrazia: l'80° anniversario del primo voto espresso dalle donne italiane e la nascita della Repubblica.

Il 25 aprile non è soltanto una ricorrenza. È una soglia di libertà conquistata con sangue, coraggio e speranza da chi scelse di resistere. È il momento in cui il Paese decise di rialzarsi e di riconoscere, finalmente, la dignità di tutte e tutti.

In questo orizzonte di rinascita si colloca anche il 1946, quando milioni di italiane entrarono per la prima volta nella cabina elettorale non più come presenze invisibili, ma come cittadine a pieno titolo, consapevoli e protagoniste della scelta repubblicana.

Dopo aver intitolato lo scorso anno il viale dei Giardini Iblei alle Madri Costituenti, la Consulta prosegue il percorso di valorizzazione della memoria femminile nella storia repubblicana.

Se allora sono stati restituiti un nome e uno spazio fisico alle ventuno donne che contribuirono a scrivere la Carta costituzionale, oggi si ricorda il momento in cui quelle radici hanno iniziato a dare frutto: il primo voto femminile, atto fondativo di una cittadinanza finalmente universale.

L'80° anniversario del voto alle donne non è solo una ricorrenza del calendario,” dichiara la Presidente della Consulta Femminile di Ragusa, Gianna Miceli. “È il battito originario della nostra democrazia. Nel 1946 le donne non hanno soltanto votato: hanno varcato una soglia di storia. Hanno trasformato la Resistenza in futuro, la partecipazione in diritto, il silenzio in parola pubblica. È lì che nasce la Repubblica come la conosciamo oggi.”

Il sodalizio invita la cittadinanza a prendere parte alle celebrazioni del 25 aprile e, al contempo, a percorrere e sostare nel viale delle Madri Costituenti come gesto di consapevolezza e gratitudine.

Un luogo che non è soltanto memoria, ma interrogazione viva sul presente: quanto di quel cammino è stato compiuto e quanto resta da realizzare per una reale parità nelle istituzioni, nel linguaggio pubblico e nella vita quotidiana del Paese.

Camminare in quel viale,” prosegue la presidente, “significa ‘incontrare’ le donne che hanno scritto la nostra libertà e, insieme, riconoscere la responsabilità che abbiamo oggi: non disperdere quel patrimonio, ma renderlo presenza viva nelle scelte di ogni giorno.”

Nel solco di questo importante anniversario, l’associazione annuncia inoltre che nei prossimi mesi saranno promosse ulteriori iniziative pubbliche per continuare a raccontare e trasmettere alle nuove generazioni il valore del voto alle donne e della nascita della Repubblica, come patrimonio condiviso e irrinunciabile della nostra identità democratica.