Attualità
Ragusa, dal paziente oncologico al bambino epilettico: due casi che fanno discutere
Il comitato civico Art. 32 denuncia: "Sanità locale sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini"
La distanza tra l’impegno quotidiano del personale sanitario e l’efficacia dell’organizzazione aziendale torna al centro del dibattito sulla sanità iblea. Da un lato medici, infermieri e operatori che reggono, spesso in condizioni difficili, il peso degli ambulatori, dei reparti e soprattutto dei pronto soccorso. Dall’altro, secondo la Rete Civica Articolo 32, una strategia gestionale dell’Asp di Ragusa che continua a mostrare falle profonde, al punto da rendere necessario – sostengono – un cambio di rotta ai vertici.
A riaccendere la discussione sono due vicende che l’associazione definisce emblematiche. La prima riguarda un paziente oncologico con un tumore alla vescica. Il medico gli prescrive una uretcocistoscopia da eseguire entro 60 giorni, come previsto dalle linee cliniche. La prenotazione ottenuta al CUP, però, fissa l’esame a sei mesi di distanza. L’uomo attiva allora il cosiddetto “percorso di tutela”, una procedura garantita da norme nazionali e regionali per assicurare il rispetto dei tempi massimi. La risposta dell’Asp, riferisce Articolo 32, arriva in forma cortese ma priva di una motivazione concreta: un generico richiamo a un “team aziendale” e l’invito a consultare il PNGLA, il Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa.
Il paradosso, sottolinea l’associazione, è che il paziente si ritrova davanti a 191 pagine di documento nazionale e altre 161 del piano regionale collegato, senza che l’azienda chiarisca perché la sua richiesta sia stata respinta. Un labirinto burocratico che, nella lettura di Articolo 32, finisce per scoraggiare chi cerca semplicemente di far valere un diritto.
La seconda vicenda riguarda invece un bambino epilettico. Da quasi un mese i genitori cercano un farmaco salvavita indispensabile per la terapia. Si sono rivolti al reparto di pediatria dell’ospedale di Vittoria, che conosce bene il caso, e hanno contattato tutte le farmacie della provincia. Nessuno, finora, è riuscito a reperire il medicinale. Una situazione che, per l’associazione, mette in luce un ulteriore livello di criticità: la difficoltà di garantire continuità terapeutica anche nei casi più delicati.
A fronte di questi episodi, Articolo 32 denuncia la distanza tra la realtà vissuta dai cittadini e la narrazione delle “campagne di prevenzione” che riempiono comunicati e fotografie ufficiali. Una distanza che, secondo il presidente Rosario Gugliotta, si inserisce in un quadro più ampio di inefficienze e distorsioni, aggravato da quanto emerso nella recente relazione della Commissione regionale Antimafia, che ha richiamato l’attenzione sulle infiltrazioni criminali nel sistema sanitario siciliano.
Per l’associazione, ciò che un tempo veniva considerato un modello oggi appare compromesso da scelte gestionali inadeguate e da un uso improprio delle strutture pubbliche. Da qui l’appello a un cambiamento profondo, che rimetta al centro il diritto alla cura, la trasparenza e la tutela della salute come bene collettivo.