salute
Insonnia, perché il farmaco non è la soluzione: i segreti per tornare a dormire bene
Dalle apnee notturne all'igiene digitale, ecco come individuare le vere cause dei risvegli precoci e investire sulla propria salute
No, non basta un sonnifero a risolvere il problema delle notti insonni, dei risvegli senza prosecuzione di addormentamento. Perché occorre scavare fino a individuare la causa. Ne abbiamo parlato con Nuccia Cosentino, neurologo e specialista del sonno.
“I disturbi del sonno mi stanno fortemente a cuore. Credo sia un tema molto poco conosciuto anche in ambito medico e invece è un argomento fondamentale, perché dormire bene significa affrontare bene la giornata e ridurre anche tanti eventuali fattori di rischio per patologie che interessano il nostro organismo”.
Quando è necessario assumere farmaci per dormire?
“Purtroppo, questa è una cosa che ho riscontrato tante volte in ambulatorio. Il primo passo verso la risoluzione del problema non è l’assunzione di farmaci ma considerare il paziente in toto. Una persona obesa, ad esempio, che lamenta insonnia o sonnolenza diurna, può avere apnee ostruttive nel sonno che inducono i risvegli. In questo caso, la somministrazione di un farmaco peggiorerebbe la situazione”.
Consigli per migliorare la qualità del sonno?
“Sicuramente attraverso cose semplici: l’uso indiscriminato di telefono e computer fino a notte fonda e dormire con il cellulare acceso sul comodino è sbagliatissimo. Così come andare a dormire subito dopo aver cenato è un altro grosso errore. Sbaglia anche chi affida il proprio sonno a un bicchiere di vino perché l’alcol peggiora il sonno, chi beve Coca‑Cola prima di dormire perché è un attivante o anche chi fumare l’ultima sigaretta prima di spegnere la luce. Non è consigliabile dormire in ambienti troppo caldi, troppo luminosi o troppo rumorosi. Ecco, queste sono delle accortezze alle quali non diamo il giusto peso e, invece, hanno la loro importante valenza. Tant’è che la terapia cognitivo comportamentale, a cura dello psicologo, è nata proprio per l'insonnia, si fa in otto sedute e serve a dare delle strategie utili anche quando ci si sveglia in piena notte oppure non si riesce a dormire”.
Quando bisogna fare ricorso allo specialista?
“Quando magari ci sono dei disturbi concreti oggettivi, di cui magari non si ha consapevolezza, che inducono a svegliarsi male. È indubbio come la qualità di vita sia fondamentale e incide fortemente sul sonno. Un aspetto importantissimo è ascoltare il partner di letto: tante volte ha delle informazioni che il paziente non può riferire semplicemente perché non se ne accorge. Questo accade spesso con i russatori che hanno un disturbo respiratorio importante e vengono in studio perché magari hanno avuto delle conseguenze diurne, ad esempio un incidente stradale dovuto a un colpo di sonno. Spesso la situazione non è così grave ma è sempre bene sottoporsi a degli esami specifici per escludere patologie più impattanti. Nel momento in cui il paziente affronta il problema, ha senz’altro fatto un investimento sulla sua salute”.