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Attualità

Miasmi fognari nel cuore di Modica, il comitato non ci sta

Piergiorgio Barone scrive una lettera aperta all'assessore all'Ambiente Samuele Cannizzaro

27 Aprile 2026, 20:34

20:40

Miasmi fognari nel cuore di Modica, il comitato non ci sta

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Un forte appello all’amministrazione comunale arriva da Piergiorgio Barone, referente sin dagli anni Novanta del Comitato spontaneo della Fiumara, che in una lettera aperta indirizzata all’assessore all’Ecologia, Samuele Cannizzaro, denuncia la persistente presenza di esalazioni fognarie tra viale Medaglie d’Oro, via Fiumara e via Vittorio Veneto.

Secondo Barone, i cattivi odori sarebbero provocati dall’incessante fuoriuscita di reflui dalla parte alta del muro di contenimento che delimita l’alveo del torrente e i terreni adiacenti.

Una criticità che, pur presente “da settimane e mesi”, in passato sarebbe stata talvolta attenuata dal “lavaggio” naturale dovuto alle piogge. Con le temperature primaverili, però, gli effluvi “inondano e appestano l’aria circostante”.

L’autore della missiva contesta inoltre che il problema risulti già risolto, come riferito dal presidente del Consiglio comunale, Maria Cristina Minardo: “Trovo strano che dopo la segnalazione da voi ricevuta […] avete risolto il problema. Nulla di tutto questo. La fuoriuscita di liquami c’è, è visibile e ‘odorabile’”.

Barone segnala “pozzanghere lungo tutto il corso” della Fiumara, divenute persistenti dopo le piene che avrebbero divelto le parti utili al deflusso, e indica proprio in tali ristagni la principale origine delle esalazioni.

Per mettere fine alla situazione, Barone sollecita un cantiere specifico che ripristini le lastre lapidee (“come si vede, esse sono ammassate ai lati e in basso”), altrimenti “il problema continuerà a permanere perché di perdite lungo la rete ce ne sono sempre parecchie”.

La competenza, afferma, è dell’Ufficio tecnico comunale.

La lettera ripercorre anche l’origine strutturale della criticità: il collettore, descritto come “un pozzo in cemento posto subito dopo la bastionata finale di viale Medaglie d’Oro, ove si scorge il letto della Fiumara”. Tale manufatto raccoglie i reflui provenienti dal centro cittadino, dalla Sorda e dal Dente, convogliandoli verso il depuratore situato circa un chilometro più a valle.

Oltre alle acque nere, però, il collettore intercetterebbe materiale solido — “sabbia, pietrisco, stracci” — proveniente dalle caditoie stradali. I sedimenti si depositerebbero sul fondo, innalzando il livello del liquame fino a determinare sversamenti nell’alveo, con successivo ristagno.

Barone imputa alle amministrazioni che si sono susseguite, comprese quelle guidate da Ignazio Abbate e da Maria Monisteri, nonché “ai relativi assessori al ramo e soprattutto all’Ufficio tecnico”, l’incapacità di chiudere definitivamente la vicenda, avendo privilegiato interventi “in via straordinaria” anziché una manutenzione “in via ordinaria”.

L’attivista contesta anche la comunicazione istituzionale: “L’informazione che avete dato alla Presidente del Consiglio forse non è veritiera. Persistendo il problema, significa che il lavoro o non è stato fatto, o fatto malamente”.

Quindi l’avvertimento: “Se non risolviamo andremo a protestare. Non pensiate che si possa passare un’estate così. Salute e decoro devono andare di pari passo. Così non va bene”.

Concludendo, Barone chiede un confronto diretto con l’assessore per fornire “risposte concrete” agli abitanti della Fiumara e delle aree limitrofe, e domanda se a monte vi sia stato “menefreghismo assoluto o incapacità amministrativa o tecnica”.