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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:31
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Morti bianche

Sicurezza sul lavoro: i sindacati consegnano il manifesto alla Regione

Dopo la tragedia di via Marturano, Cgil, Cisl e Uil firmano il documento chiedendo più controlli e politiche di sviluppo per contrastare i dati allarmanti su infortuni e disoccupazione

29 Aprile 2026, 14:40

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Sicurezza sul lavoro: i sindacati consegnano il manifesto alla Regione

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Cgil, Cisl e Uil Palermo hanno consegnato alla Regione siciliana un manifesto per chiedere la fine di una «mattanza infinita», esortando le istituzioni ad assumersi le proprie responsabilità affinché la tutela della vita dei dipendenti diventi l'unica vera priorità. La mobilitazione unitaria è scaturita dal grave incidente del 10 aprile in via Marturano, costato la vita agli operai Daniluc Tiber e Naiahi Jaleleddine. Si è trattato di un episodio paradigmatico di una situazione ormai fuori controllo: le vittime lavoravano in nero per un'impresa formalmente inattiva dal 2016. I sindacati denunciano come molte aziende contino sulla scarsa probabilità di subire ispezioni, approfittando del grave sottodimensionamento degli organici dell’Ispettorato del Lavoro e del sistema di prevenzione.

Le conseguenze di queste mancanze si riflettono sui dati siciliani, che fotografano un'allarmante crescita degli infortuni, passati dai 3.258 del primo bimestre dello scorso anno ai 3.499 dello stesso periodo attuale. I rappresentanti sindacali evidenziano che ogni decesso non rappresenta solo un dramma individuale, ma il sintomo evidente che «qualcosa non ha funzionato: nella prevenzione, nella vigilanza, nell’organizzazione del lavoro». La sicurezza deve quindi smettere di essere considerata un mero dettaglio burocratico per tornare a essere una condizione essenziale e irrinunciabile per garantire un'occupazione di qualità e non precaria.

In vista del Primo Maggio, dedicato quest'anno all'impatto dell'intelligenza artificiale e ai rinnovi contrattuali, le confederazioni guardano con profonda preoccupazione al mercato locale. A Palermo la disoccupazione sfiora il 13 per cento, con oltre 50 mila persone in cerca di impiego. Le statistiche Istat rivelano inoltre tassi di inattività elevatissimi e una bassa percentuale di occupati, specialmente tra le donne, ferma appena al 32,9 per cento. Per governare le trasformazioni tecnologiche senza subirle, ribadiscono i segretari, è necessario valorizzare le competenze umane attraverso l'applicazione dei contratti nazionali e un duro contrasto al sommerso. Diventa infine indispensabile investire sulla formazione e varare tempestivamente «politiche industriali» e infrastrutturali, uniche vie per rilanciare il territorio, garantire ambienti tutelati e offrire ai cittadini un futuro dignitoso.