la polemica
Biennale di Venezia, Meloni scarica Buttafuoco: «Non avrei fatto la sua scelta sul padiglione russo»
La premier difende l'autonomia della Biennale e non conferma legami con le dimissioni della giuria: «Di Giuli la scelta sugli ispettori»
In conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato le polemiche sulla Biennale di Venezia, respingendo l'idea che l'invio di ispettori possa essere stato un atto ostile nei confronti del presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco.
«Non le so dire delle dimissioni della giuria, perché l'ho letto mentre scendevo, non so dire se sono collegate al tema dell'invio degli ispettori. Sulle dinamiche di questa vicenda mi sono leggermente persa, mi fermo alla posizione iniziale: la scelta sul padiglione russo, il governo ha dichiarato di non condividerla, dopodiché la Biennale è un ente autonomo, e Buttafuoco è una persona capacissima, questa scelta non l'avrei fatta al suo posto», ha dichiarato la premier.
Meloni ha poi precisato di non essere intervenuta nel merito della decisione di disporre l'ispezione: «Sull'invio degli ispettori la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui».
L'ispezione si è concretizzata ieri quando il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha disposto l’invio di ispettori a Ca’ Giustinian per acquisire elementi sulla riapertura del Padiglione russo.
La linea rigorosa del ministro incassa l’appoggio dell’Unione Europea. “L’apertura del Padiglione di Mosca è incompatibile con i principi europei” ha dichiarato il commissario Ue alla Cultura, Glenn Micallef, annunciando che non prenderà parte alla Biennale “fino a quando la Russia sarà invitata”.
Intervenendo alla plenaria di Strasburgo, Micallef ha inoltre ricordato che “l’Agenzia Ue per l’istruzione e la cultura ha notificato agli organizzatori l’intenzione di ritirare il contributo di 2 milioni di euro a meno che la decisione sul padiglione russo non sia ritirata”.
