il caso
30 Aprile 2026 - 20:47
Dal 1° maggio 2026 i nostri beauty case e i saloni di bellezza cambieranno volto. In tutta l’Unione Europea diventerà applicabile il Regolamento (UE) 2026/78, una normativa stringente destinata a ridefinire in profondità il settore cosmetico.
Addio a molti smalti effetto specchio, gel metallizzati e ai prodotti di nail art più richiesti: l’Europa ha stabilito che, anche di fronte a un rischio minimo per la salute, il principio guida debba essere la prudenza.
Il fulcro della riforma riguarda l’impiego delle sostanze classificate come CMR, cioè cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. La legislazione europea prevede, in via generale, il divieto di tali componenti (categorie 1A, 1B o 2) nei cosmetici, con deroghe ammesse soltanto in presenza di solide evidenze scientifiche e del parere favorevole del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS).
Non si tratta di una crociata simbolica contro il make-up, bensì di un adeguamento tecnico alle nuove classificazioni del rischio. Il “caso” più emblematico è quello dell’argento, ingrediente chiave per ottenere finiture brillanti e metallizzate.
Le forme massiva e nano sono state riclassificate come CMR di categoria 2 per tossicità riproduttiva. Ne consegue che argento nano e argento massivo risultano, di fatto, vietati nei cosmetici;
l’argento in polvere micrometrica resta ammesso solo in ambiti estremamente circoscritti: dentifrici e collutori fino allo 0,05% e ombretti o prodotti labbra fino allo 0,2%. Tutto ciò che esula da questi criteri, inclusi i celebri cromati per unghie, non sarà più conforme alla legge.
Dal 1° maggio 2026 onicotecniche e saloni dovranno interrompere la commercializzazione e l’uso dei prodotti non conformi.
La stretta non riguarda soltanto ciò che luccica. Nel mirino finiscono anche ingredienti meno noti ma diffusissimi. Hexyl Salicylate, fragranza ampiamente utilizzata, è stato classificato CMR e sottoposto a severi limiti percentuali a seconda della categoria d’uso (ad esempio 0,001% nei prodotti per l’igiene orale), con lo SCCS che ha evidenziato criticità specifiche per l’impiego su bambini da 0 a 3 anni.
Analogo giro di vite per il conservante o-Phenylphenol: vietato nelle applicazioni orali o inalabili, è stato ristretto allo 0,2% nei prodotti a risciacquo.
Per i professionisti, la parola d’ordine sarà “verifica”: non basterà affidarsi all’aspetto del cosmetico, ma occorrerà esaminare con attenzione l’INCI e la documentazione del produttore.
Per i consumatori, la conseguenza potrebbe essere una minore varietà di finiture scintillanti sugli scaffali; in cambio, però, si consolida un mercato in cui la tutela della salute pubblica non ammette sconti.
La linea europea è ormai scolpita: “prima la sicurezza, poi la performance estetica”.
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