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Attualità

Comiso, senza stipendio i lavoratori che gestiscono il servizio del depuratore

Il sindacato Fiadel Cisal non ci sta e sollecita risposte urgenti coinvolgendo la Prefettura

01 Maggio 2026, 10:29

10:30

Comiso, senza stipendio i lavoratori che gestiscono il servizio del depuratore

Iabichella e Lattuca

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In concomitanza con il Primo maggio, mentre l’Italia celebra il valore del lavoro e le conquiste sociali, a Comiso e Pedalino decine di addetti ai servizi idrici e al depuratore restano senza retribuzione.

La Fiadel Cisal Ragusa ha inviato una formale istanza al prefetto per segnalare l’ennesimo slittamento dei pagamenti da parte della Cooperativa Pegaso.

Secondo il sindacato, il salario di marzo, che avrebbe dovuto essere corrisposto entro il 15 aprile, non sarà accreditato prima del 4 maggio, anche a causa della festività del Primo maggio: una situazione che, come si legge in una nota, «li lascia senza risorse economiche per far fronte ai bisogni essenziali delle proprie famiglie».

La sigla sindacale parla di una ferita economica, morale e sociale e richiama l’articolo 36 della Costituzione, che assicura a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa. Un principio che, nel caso dei dipendenti Pegaso, risulterebbe disatteso da mesi.

«La ricorrenza del 1º Maggio richiama storicamente il valore del lavoro e delle conquiste sociali ottenute dai lavoratori nel tempo; proprio per questo appare ancora più grave che chi garantisce un servizio essenziale al territorio si trovi oggi in una condizione di persistente incertezza salariale», afferma il segretario generale Giorgio Iabichella, che insieme al vice segretario Giovanni Lattuca ha già proclamato lo stato di agitazione.

I ritardi, sottolinea la Fiadel, non costituiscono un episodio isolato: la situazione era stata più volte segnalata anche a Iblea Acque S.p.A., società committente. Nonostante le ripetute denunce e i periodici stati di agitazione, la cooperativa avrebbe continuato a rinviare i versamenti, motivandoli con il mancato incasso delle somme dovute dalla stessa Iblea Acque. Una giustificazione che, per il sindacato, non può ricadere sui lavoratori, i quali hanno regolarmente prestato servizio e vantano il pieno diritto alla puntualità retributiva.

Da qui la richiesta alla Prefettura di un intervento tempestivo e autorevole per porre fine a una vicenda che si protrae da troppo tempo, con ripercussioni sempre più gravose sulla vita dei dipendenti e delle loro famiglie. Iabichella e Lattuca ribadiscono che «il lavoro non può essere umiliato da ritardi sistematici e da giustificazioni scaricate sui dipendenti» e ricordano che il rispetto delle scadenze di pagamento non è solo un obbligo contrattuale, ma anche un dovere di civiltà, legalità e rispetto della persona.

Nel giorno dedicato al lavoro, il caso dei dipendenti del depuratore di Comiso e Pedalino diventa così emblema di una contraddizione profonda: mentre si celebra il valore del lavoro, c’è chi continua a vedersi negata la forma più elementare di riconoscimento, il salario dovuto. Una vicenda che chiama in causa istituzioni, aziende e comunità e che la Fiadel Cisal Ragusa riporta con forza al centro dell’attenzione pubblica.