Attualità
La festa di San Giorgio a Modica, la diocesi di Noto: "I patroni non sono simboli di errate e deviate identificazioni"
In primo piano quanto accaduto domenica scorsa dopo le dichiarazioni del vescovo Rumeo: "L'intero presbiterio in sintonia con quanto affermato"
Dopo alcuni giorni di silenzio, la Diocesi di Noto interviene ufficialmente sulla vicenda legata alla festa di San Giorgio a Modica, diffondendo una nota in cui richiama quanto affermato dal vescovo, mons. Salvatore Rumeo, durante un'intervista televisiva rilasciata domenica 26 aprile 2026, nel pieno dei festeggiamenti esterni in onore del patrono cittadino.
“Domenica 26 aprile 2026 il nostro vescovo mons. Salvatore Rumeo, nel contesto dei festeggiamenti esterni in onore del patrono di Modica, San Giorgio martire, rilasciava un'intervista televisiva nella quale precisava alcuni importantissimi principi da tenere presenti non solo per la processione in corso, ma anche per tutte le manifestazioni religiose”.
“La totalità del presbiterio della diocesi di Noto si dichiara in piena sintonia con quanto affermato e considera appropriate le osservazioni evidenziate. La religiosità popolare, che contraddistingue la fede e la devozione del nostro popolo, non può cedere a espressioni in contrasto con la fede, ma si deve attenere all'osservanza delle indicazioni pastorali che sono state emanate anche dai precedenti presuli e che lo stesso nostro Pastore ha ripreso nel Piano pastorale vigente. Non pochi, nella foga delle reazioni, hanno pubblicato sui social commenti che hanno travisato il senso delle parole dette. A costoro ribadiamo unanimemente che non era affatto intenzione del vescovo sminuire lo spirito delle feste popolari. Anzi, è sua premurosa intenzione ribadirne la dimensione spirituale e religiosa, promuovendo una sapiente e inderogabile rettifica di quanto contrasta con il senso della sana e genuina devozione”.
La nota prosegue: “Esprimiamo unanime vicinanza al nostro vescovo e riaffermiamo la piena disponibilità ad aderire a tutte quelle iniziative magisteriali che egli vorrà porre in atto. Chiediamo altresì al popolo di Dio, presente nella nostra diocesi, di unirsi sia al vescovo che a noi presbiteri nell'opera di evangelizzazione della devozione popolare, perché cresca sempre più la consapevolezza che i nostri Santi patroni, in primis la Vergine Maria, sono anzitutto testimoni di Cristo ed esempi di fede, non simboli di errate e deviate identificazioni”.