oltre la didattica
La cultura dell'inclusione corre sulla CAA: a Menfi la mostra che abbatte le barriere
La Comunicazione Aumentativa Alternativa diventa linguaggio quotidiano per studenti, docenti e caregiver
Una scuola che parla a tutti, nessuno escluso. Si apre oggi, lunedì 4 maggio, presso l’Istituto Santi Bivona di Menfi, la mostra dedicata alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), cuore pulsante del progetto regionale “AbbracCiAA la Cultura... in pratiCAA”. L’iniziativa, sostenuta dall’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, si propone di trasformare l’inclusione da concetto astratto a pratica quotidiana, rendendo gli spazi educativi e sociali realmente accessibili.
L’evento nasce sotto l'egida della rete nazionale “Rete di scuole per comuniCAAre”, coordinata dall’Istituto Comprensivo di Rezzato (Lombardia), che mette a sistema l’esperienza di quaranta scuole italiane. Sul territorio agrigentino, il motore del progetto è l’I.I.S.S. Don Michele Arena di Sciacca, sotto la guida della dirigente Daniela Rizzuto e il coordinamento della docente Gisella Mondino.
«L'obiettivo – spiegano la dirigente Rizzuto e la professoressa Mondino – è promuovere l’accessibilità culturale attraverso la formazione, creando consapevolezza e realizzando buone pratiche nei contesti di vita quotidiana». Il progetto, infatti, non si ferma tra le mura scolastiche: coinvolge assistenti alla comunicazione, caregiver, operatori sanitari e realtà del Terzo settore, puntando a una sinergia tra pubblico e privato.
L’esposizione di Menfi mette in mostra i frutti della Summer School 2025: materiali visivi, tabelle tematiche ed etichette accessibili progettate per abbattere le barriere comunicative. Non si tratta solo di strumenti didattici, ma di un vero e proprio linguaggio sociale destinato a colonizzare i luoghi pubblici, dai parchi ai musei, fino ai contesti turistici.
Il percorso culminerà a fine maggio con una “tre giorni” intensiva presso l’istituto Don Michele Arena di Sciacca. Sarà un momento di confronto con workshop e dibattiti ispirati ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, per ribadire che il diritto alla comunicazione è, prima di tutto, un diritto costituzionale.