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4 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:12
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ASTRONOMIA

Nel cielo di maggio la staffetta delle costellazioni e gli appuntamenti celesti da non perdere (domani si fa il pieno di stelle cadenti)

Il mese ideale per tornare a guardare in alto: sia per le temperature serali e notturne che cominciano a essere piacevoli sia per l'assenza di perturbazioni

04 Maggio 2026, 10:50

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Nel cielo di maggio la staffetta delle costellazioni e gli appuntamenti celesti da non perdere (domani si fa il pieno di stelle cadenti)

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Maggio è il mese ideale per tornare a osservare il cielo, che è prevalentemente sereno e le temperature serali e notturne sono gradevoli. Come in una staffetta celeste, le costellazioni invernali continuando a tramontare a ovest consegnano idealmente il “testimone” a quelle che brilleranno nelle calde nottate estive e che sono già apparse a oriente: Altair della costellazione dell’Aquila, Deneb del Cigno e Vega della Lira che formeranno i vertici dell’asterismo del Triangolo Estivo e, a Sud-Est, è ormai visibile la testa dello Scorpione.

Nel cielo meridionale, procedendo da Est verso Ovest, si passano in rassegna l’Ofiuco, la Bilancia, la Vergine con la brillante Spica, il Leone con Regolo e il Cancro. Sotto la Vergine, molto bassa sull’orizzonte, si nota la costellazione del Centauro, dove è possibile individuare anche a occhio nudo il celebre ammasso globulare Omega Centauri, che è il più luminoso della volta celeste, dista da noi quasi 16mila anni luce, ha un’età di 12 miliardi di anni e all’interno vi è un buco nero.

Omega Centauri rievoca alla mente “Singularity”, il romanzo di fantascienza militare di Ian Douglas (alias William H. Keith) che narra di avventure vissute nello spazio profondo con tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e conflitti interstellari, l’unica cosa reale è l’ambientazione astronomica con la Stella di Kapteyn della costellazione del Pittore e, appunto, Omega Centauri. Volgendo lo sguardo a Ovest, si può tentare di individuare la lunga costellazione dell’Idra, che si estende sotto ben quattro costellazioni zodiacali (Bilancia, Vergine, Leone e Cancro) e alle tre sottostanti del Corvo, Cratere e Sestante.

A Nord, sono ancora visibili l’Auriga, il Perseo e le costellazioni circumpolari, quelle che non sorgono né tramontano, come la “W” di Cassiopea, la “casetta” di Cefeo, la sinuosa costellazione del Dragone e la Giraffa, tutte a roteare attorno alla Polare del Piccolo Carro dell’Orsa Minore. Quasi allo zenit, infine, dalla parte opposta di Cassiopea, vi è il Gran Carro dell’Orsa Maggiore, nei pressi del quale sono riconoscibili le costellazioni del Boote con la gigante arancione Arturo (il guardiano dell’Orsa), dei Cani da Caccia, che sono i due cani che il Boote tiene al guinzaglio mentre tentano di attaccare l'Orsa Maggiore, della Chioma di Berenice, un gruppo di stelle all’interno del quale vi è l’"Ammasso della Chioma", dove si contano più di un migliaio di galassie gravitazionalmente legate tra esse, e la piccola Corona Boreale le cui stelle sono disposte ad arco semicircolare.

Nella seconda metà della notte tra il 5 e il 6, occhi puntati verso l’orizzonte orientale per avvistare le stelle cadenti delle Eta Aquaridi, uno sciame meteorico attivo fino alla fine del mese originatosi dalla cometa di Halley che sembra provenire dalla costellazione dell’Acquario, se ne possono contare fino a sessanta meteore all’ora. Una decina di giorni dopo, sarà ancora l’argenteo satellite naturale della Terra quasi al novilunio protagonista al mattino presto nel cielo orientale dove incontrerà Saturno.

Da non perdere, verso le 22 del 19 maggio, la bella congiunzione multipla dell’esilissimo falcetto di Luna crescente con Giove, Venere e le stelle Castore e Polluce dei Gemelli, bassi sopra l’orizzonte occidentale. Infine, la sera del 26 maggio potremo osservare il fenomeno del “Manico o maniglia d’oro” sulla Luna. Si tratta di un’illusione ottica che crea una forma simile a un manico sulla linea immaginaria che separa la parte illuminata da quella in ombra sulla superficie lunare (il terminatore) e si verifica quando, dieci giorni dopo il novilunio, la Luna crescente è illuminata all’83 per cento. È un gioco di luce che fa vedere il piccolo arco illuminato dei Monti Giura che emergono dall’oscurità delle zone circostanti ancora immerse nella notte lunare.