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4 maggio 2026 - Aggiornato alle 13:53
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la storia

Una "pugnalata nel cuore" in diretta tv: l'urlo di Al Bano contro le accuse di Romina

Il dolore privato si fa confessione pubblica. L'accusa di solitudine lanciata dalla Power e la reazione risentita di Carrisi svelano l'incompatibilità di due genitori distrutti

04 Maggio 2026, 12:38

12:41

 Una "pugnalata nel cuore" in diretta tv: l'urlo di Al Bano contro le accuse di Romina

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A oltre trent’anni da quel 1994, Romina Power e Al Bano Carrisi, con due interviste a distanza, hanno mostrato al Paese due modi opposti e inconciliabili di abitare lo stesso dolore.

Tutto è ripartito martedì 28 aprile 2026, quando Romina Power, ospite di Belve su Rai 2, ha riaffermato con decisione la sua incrollabile convinzione: Ylenia è ancora viva, “da qualche parte”. Non nuove piste o riscontri investigativi, ma una certezza interiore alimentata da sogni e dal confronto con presunte figure dotate di capacità extrasensoriali.

È un atteggiamento fondato su una speranza irriducibile e su una fedeltà tenace all’idea della presenza della figlia, un dolore che rifiuta di trasformarsi in memoria chiusa. Le sue parole, però, non si sono fermate al mistero irrisolto: l’artista ha inferto un colpo durissimo all’ex marito, evocando l’assenza di sostegno di Al Bano nel momento più buio e spostando il baricentro dal caso di cronaca alla lacerazione coniugale.

La replica è arrivata la domenica successiva, 3 maggio, nel salotto di Domenica In. Il cantante pugliese ha parlato con un dolore tangibile, definendo le accuse dell’ex moglie “uno schiaffo” e “una pugnalata nel cuore”.

Ha rivendicato con orgoglio la propria condotta di padre, ricordando la ricerca disperata di Ylenia nei quartieri più duri di New Orleans, il tentativo di ripercorrerne i passi, l’impegno di fare tutto il possibile.

Soprattutto, Al Bano ha enunciato la sua tragica filosofia di sopravvivenza: arrendersi al reale, misurarsi con una verità umanamente insostenibile pur di non restare prigioniero dell’illusione.

Al centro resta il mistero intatto della scomparsa di Ylenia. Ventitré anni, studi al King’s College, il desiderio di un “altrove” rispetto alla fama familiare: alloggiava al LeDale Hotel di New Orleans con il musicista Alexander Masakela. Gran parte dei suoi effetti personali fu ritrovata in camera. Il 6 gennaio 1994 è l’ultimo avvistamento certo, segnato dalla mai definitivamente comprovata testimonianza di un addetto alla sicurezza che vide una giovane gettarsi nel Mississippi. Nel 2014 il Tribunale di Brindisi ha dichiarato la morte presunta di Ylenia; una verità giuridica che non è mai diventata verità condivisa all’interno della famiglia.