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4 maggio 2026 - Aggiornato alle 18:15
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la festa

Licata si scalda per Sant’Angelo: corse, fede e devozione per l'806° anniversario

Dai piedi scalzi dei marinai alle spettacolari corse con l'urna argentea: la città rinnova un rito che dura dal 1457

04 Maggio 2026, 16:48

16:50

Licata si scalda per Sant’Angelo: corse, fede e devozione per l'806° anniversario

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Sarà don Giuseppe Cumbo, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, delegato dal Vescovo mons. Alessandro Damiano perché impegnato a Roma, a presiedere la solenne Messa Pontificale, in onore di S. Angelo Patrono della Città, alla presenza di tutte le autorità cittadine, in programma domani, 5 maggio, alle ore 11,00, presso il Santuario dedicato al Santo Carmelitano, nella ricorrenza dell’806° anniversario del suo Martirio.

Ciò nell’ambito di una giornata in cui, a cominciare dalle 7,00 del mattino, la celebrazione della santa messa avverrà quasi a ciclo continuo, intervallata da altri appuntamenti legati alla tradizione locale.

Infatti, alle 8,30 ci sarà l’uscita dei quattro Ceri dal Santuario per essere trasferiti nella vicina piazzetta Elena, dove per tutta la giornata saranno visitabili dalla popolazione in attesa di cominciare la processione serale e di riprendere il cammino per accompagnare, in processione, l’artistica urna argentea contenente le spoglie mortali di S. Angelo.

Processione, questa, che avrà inizio alle ore 20,00, con l’uscita dal santuario, vero momento clou di tutti i festeggiamenti riservati al Santo Patrono, per concludersi a tarda notte, sempre accompagnata da migliaia di devoti e che, tra l’altro, registra i suoi momenti maggiormente attesi in occasione delle quattro corse (quella che da piazza della Vittoria conduce all’interno del Duomo; poi quella che inizia in piazza Linare per concludersi poco prima del ponte di corso Umberto; quindi altra corsa in corso Roma con conclusione in piazza Progresso, e poi quella che iniziando in via S. Francesco si conclude con il rientro dell’urna all’interno del Santuario).

È il momento in cui i portatori, in divisa da marinaio e a piedi scalzi, trasportano l’Urna, correndo a più non posso, accompagnati dalle festanti note della banda musicale e preceduti da diverse decine di altri fedeli, che pure a piedi scalzi corrono per creare spazio tra la folla e consentire il passaggio del fercolo in sicurezza.

Gli altri due appuntamenti tradizionali della giornata sono quelli della benedizione dei bambini devoti di S. Angelo, vestiti sia con divisa dei marinai, ma anche con tunichette dei carmelitani, devotamente affidati alla tutela del santo nativo di Gerusalemme. Mentre alle 12,30, davanti al sacrato della Chiesa avverrà la benedizione dei “muli parati”.

Secondo quanto riportato dai libri di storia che trattano l’argomento, tra i quali citiamo il testo “Sant’Angelo di Sicilia - Studio sulla vita, devozione e folklore”, testo del 1962 di Ludovico Saggi dell’Ordine dei Carmelitani, e “La Chiesa di S. Angelo e la Festa di maggio a Licata”, del 2000, a cura dello storico licatese Calogero Carità, l’istituzione della festa è scaturita dalla decisione adottata dal Capitolo Provinciale dei Padri Carmelitani della Sicilia, tenutosi a Licata l’8 maggio 1457, con la quale fu stabilito di celebrare il 5 maggio di ogni anno la festa del Santo Martirizzato il 5 maggio 1220, e di farne dipingere l’immagine.