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Caos all'Asp di Ragusa, Fp Cgil esclusa dal tavolo tecnico: intervengono le forze dell'ordine
La direzione strategica dell'azienda replica: "Rispettate le regole, secondo quanto stabilito dall'Aran"
Caso senza precedenti all’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa, dove la FP Cgil denuncia l’illegittima estromissione del proprio delegato dal Tavolo tecnico sugli incarichi di funzione.
Un allontanamento definito dal sindacato “paradossale” e “violento”, tanto da richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine per verbalizzare l’accaduto e garantire la correttezza delle procedure.
Secondo la ricostruzione della FP Cgil, l’esclusione sarebbe stata pretesa da una sigla non firmataria del CCNL 2022/2024, con una rappresentanza nazionale pari allo 0,50%.
La Cgil, che non ha sottoscritto il contratto giudicandolo “economicamente mortificante per i lavoratori”, rivendica invece un peso maggioritario.
“Sconcerta che il Presidente del Tavolo Tecnico abbia subito il diktat di tale sigla,” affermano il segretario provinciale Nunzio Fernandez e il coordinatore Sanità Duilio Assennato, “cedendo a pressioni che appaiono legate a note vicinanze con ambienti apicali della sanità ragusana.”
A sostegno della propria posizione, la FP Cgil richiama un chiarimento ufficiale dell’Aran del 23 febbraio 2026, che distingue nettamente tra le Delegazioni trattanti, riservate ai soli firmatari del contratto, e i Tavoli tecnici, organismi consultivi non soggetti a limiti di rappresentatività. Il parere, richiesto originariamente dall’Asp di Messina ma ritenuto applicabile all’intero comparto, precisa infatti che il tavolo tecnico non rientra nelle relazioni sindacali sottoposte alla disciplina restrittiva della rappresentanza.
Per il sindacato l’episodio odierno rappresenta solo il culmine di una gestione che viene definita “compromessa”.
- Violazioni dei protocolli, con presenze eccessive di delegati (fino a dieci per sigla) in precedenti riunioni, nonostante il limite di due;
- Conflitti d’interesse, per la partecipazione al tavolo di soggetti potenzialmente destinatari degli incarichi discussi;
- Regolamenti “ad personam”, con il timore di modifiche normative su misura per singoli;
- Penalizzazioni del personale, come il blocco della monetizzazione degli straordinari e il ricorso a recuperi forzati che, secondo la Cgil, destabilizzano i servizi.
La sigla solleva inoltre interrogativi sulla tenuta finanziaria dell’Asp, ipotizzando che prassi gestionali di questo tipo possano aver contribuito a portare la liquidità aziendale su livelli critici.
“Rigettiamo un sistema che premia i ‘soliti noti’ e penalizza chi lavora con sacrificio senza avere ‘santi in paradiso’,” concludono Fernandez e Assennato. “Rivendichiamo il diritto di rappresentare i lavoratori in ogni sede. La nostra battaglia per la trasparenza e la legalità all’interno dell’Asp di Ragusa è appena iniziata.”
Di segno opposto la replica dell’Asp di Ragusa, intervenuta in riferimento all’incontro del 4 maggio sugli incarichi di funzione. L’Azienda richiama l’orientamento applicativo Aran del 23 febbraio 2026, secondo cui, per il personale non dirigente, l’art. 7, comma 2, del CCNL del Comparto e dell’Area Funzioni Locali individua quali soggetti titolari della contrattazione integrativa, del confronto e dell’informativa “la RSU” e “i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del presente CCNL”.
L’Asp sostiene dunque di aver operato nel pieno rispetto delle regole contrattuali e delle prerogative riconosciute ai soggetti legittimati a partecipare. L’Azienda respinge inoltre le ulteriori ricostruzioni contenute nella nota sindacale e si riserva ogni azione utile a tutela del proprio operato e del buon nome istituzionale.