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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 14:15
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La scommessa dell'Asp

Sanità ad Agrigento, la rivoluzione delle Case della comunità: 19 sedi attive entro fine maggio

Dagli ambulatori specialistici alla diagnostica avanzata: ecco la mappa completa tra centri hub e spoke nelle città agrigentine

06 Maggio 2026, 11:35

11:40

Visita medica, foto generica

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C’è tutta l’assistenza territoriale racchiusa in un solo nome: Casa della comunità. Case che nell’Agrigentino sono in tutto 19 e, di queste, 8 sono già in funzione mentre le altre saranno aperte entro la fine del mese di maggio. Un progetto ambizioso che mira a soddisfare sempre più i bisogni di salute e, al contempo, punta ad alleggerire la pressione sugli ospedali. Pronto soccorso in primis.

«Le Case della comunità già aperte sono super attive – commenta Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Aspentro fine maggio le apriremo tutte e, almeno parzialmente, qualche struttura dislocata su due piani. Nelle Case della comunità hub c’è tutto: Guardia medica, centro di prima accoglienza, servizi anagrafici assistiti e punto unico di accesso (Pua), ambulatori per le visite specialistiche oltre, ovviamente, alla Medicina di base e alla diagnostica. Nelle Case della comunità spoke, invece, dove non è previsto il poliambulatorio, abbiamo predisposto l’apertura in alcune sedi ritenute strategiche».

Nelle sedi spoke sono presenti il medico e l’infermiere, sono attivi la continuità assistenziale, anche negli orari notturni, e gli sportelli ma, l’aspetto fondamentale riguarda l’innovazione: «Nelle Case della comunità spoke ci sono anche dei presidi elettromedicali utili per la diagnostica – spiega Ercole Marchica, direttore del dipartimento Cure primarie dell’Asp – quindi ecografo, elettrocardiografo e altre attrezzature che, in alcuni casi, possono essere usate anche a domicilio. L’aspetto più innovativo, comunque, riguarda la telemedicina che garantisce la presa in cura del paziente cronico grazie alla presenza dell’infermiere».

La dislocazione delle Case della comunità nell’Agrigentino è ben definita: le sedi hub si trovano ad Agrigento, Favara e nei comuni sedi di Distretto sanitario, quindi Sciacca, Licata, Canicattì, Casteltermini, Bivona e Ribera. I centri spoke sono a Cattolica Eraclea, Ravanusa, Racalmuto, Bivona, Cammarata, Porto Empedocle, Siculiana, Menfi, Naro e Palma di Montechiaro.

Quali tra hub e spoke sono già funzionanti? «Le sedi hub operative – dettaglia Ercole Marchica – sono quelle di Agrigento, Ribera, Licata, Casteltermini e Canicattì mentre Favara è al momento attiva ancora come poliambulatorio. I centri spoke attivi sono a Cattolica Eraclea, Ravanusa e Racalmuto che è in via di definizione. Nei prossimi giorni saranno aperte le sedi di Bivona, Cammarata, Porto Empedocle e Siculiana e, subito dopo, Menfi, Naro e Palma di Montechiaro. Ad ogni modo, entro fine maggio saranno tutte attive».

La Casa della comunità di Agrigento, è dotata di attrezzature diagnostiche? «Assolutamente sì – conclude il dottore Marchica - Oltre ad essere dotata di attrezzature elettromedicali, è una delle poche Case della comunità in Sicilia dotata di Tac e Risonanza magnetica che installeremo a breve. Inoltre, ci sono diverse attrezzature medicali, tra le quali 6 ecografi, eco-cardio, elettrocardiografi, ...».

Al quarto piano della struttura sede della Casa della comunità, troverà spazio l’Ospedale di comunità, con 20 posti letto, un ascensore e un montalettighe riservati ai pazienti ed è in itinere la procedura per l’installazione di un ascensore esterno.