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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 15:03
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accordo tra Parco e ULEPE

Valle dei Templi, la rinascita è tra le rovine: il volontariato che riabilita i detenuti

Un progetto di agricoltura sociale e manutenzione del patrimonio che punta sulla "bellezza" come strumento di rieducazione

07 Maggio 2026, 11:48

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Valle dei Templi, la rinascita è tra le rovine: il volontariato che riabilita i detenuti

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Può la bellezza millenaria di un tempio greco diventare lo strumento per ricostruire una vita spezzata? Ad Agrigento la risposta è sì. È stato siglato stamane un protocollo d'intesa rivoluzionario che trasforma il Parco Archeologico della Valle dei Templi in un laboratorio di civiltà e rinascita. L'accordo, firmato dal direttore dell'Ente Parco, Roberto Sciarratta, e dal direttore dell'Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (ULEPE), Stefano Papa, apre le porte del sito UNESCO a persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Non si tratta di una semplice erogazione di forza lavoro, ma di un percorso di inclusione sociale e agricoltura sociale che punta a restituire dignità e competenze. Il progetto accoglierà fino a dieci soggetti per volta, impegnandoli in mansioni che spaziano dalla cura del verde e del decoro urbano al supporto logistico per i flussi turistici, fino alla tutela attiva del patrimonio.

«C'è un valore che va oltre l'aspetto culturale», ha sottolineato il direttore Sciarratta. «Sappiamo che la pena deve avere uno scopo rieducativo, ma qui offriamo un "di più": la possibilità di uscire dalla propria condizione attraverso il contatto con 2.600 anni di storia, acquisendo competenze che potrebbero tradursi in un futuro lavorativo concreto».

L'accordo, della durata di due anni con rinnovo tacito, vede il coordinamento operativo di Antonino La Gaipa per il Parco, mentre l'ULEPE avrà il compito di selezionare i profili idonei e monitorare i progressi dei partecipanti. «Non sarà una semplice prestazione di volontariato», ha ribadito il direttore Papa, «ma una serie di progetti finalizzati che spaziano dal monitoraggio del sito all'agricoltura sociale. È un'opportunità straordinaria di crescita personale e collettiva».

In un territorio che cerca costantemente il riscatto, la Valle dei Templi dimostra di non essere solo un museo a cielo aperto, ma un'istituzione viva, capace di curare le ferite sociali attraverso la cultura della legalità e la solidarietà.