"ciao mamma"
Naro, la "sfida" di Rosalba alla crisi demografica: quattro figli e una vita tra ufficio postale e pannolini
Festa della Mamma: una storia di amore e maturità che Poste Italiane onora con una cartolina speciale
In una provincia di Agrigento che i dati Istat descrivono inesorabilmente in ritirata — con un calo demografico del 23% nell'ultimo decennio — la storia di Rosalba Licata brilla come una «anomalia» felice. Quarantatré anni, operatrice di sportello per Poste Italiane a Naro, Rosalba ha deciso di rispondere all'inverno demografico con la più classica, eppure coraggiosa, delle contromisure: una famiglia numerosa, nata da una scelta di maturità che oggi profuma di vita e futuro.
La quotidianità di Rosalba è un funambolismo tra generazioni. Sposata a vent'anni e in azienda da quattordici, ha vissuto due maternità "distanti" nel tempo ma unite dallo stesso amore. Dopo i primi due figli, Christian e Ilary, che sembravano aver completato il quadro familiare, è arrivata una nuova consapevolezza. «A un certo punto ci siamo riaperti alla vita con una maturità tutta nuova», racconta Rosalba. Così, a distanza di dieci anni dai fratelli maggiori, sono arrivati Elisabeth (4 anni) e Gabriel (2 anni).
Sotto lo stesso tetto convivono realtà quasi opposte: «Il più grande è un carabiniere, il più piccolo non va ancora all'asilo. Ho un figlio nell'Arma e uno che gattona!». Elisabeth, invece, osserva la mamma dietro lo sportello con ammirazione: «Dice che da grande vuole lavorare alla posta», sorride Rosalba, che tra turni e organizzazione domestica conta sul supporto vitale di una nonna energica, pilastro insostituibile in un territorio dove i servizi per l'infanzia restano spesso una chimera.
La storia di Rosalba diventa il simbolo perfetto per la Festa della Mamma che Poste Italiane celebra quest'anno con un tocco pop e filatelico. Mentre Rosalba si gode l'abbraccio della sua tribù a Naro, negli uffici filatelici di Agrigento e Sciacca debutta il nuovo francobollo dedicato alla musica italiana, ispirato all'iconico brano “Ciao mamma” di Jovanotti. Un'emissione che, insieme alla cartolina “Cara mamma ti scrivo”, unisce le generazioni proprio come accade nel salotto di Rosalba. In un'epoca di messaggi digitali istantanei, il gesto di scrivere una cartolina o collezionare un francobollo dedicato alla propria madre resta un atto di resistenza affettiva. Proprio come la scelta di Rosalba: mettere al mondo nuova vita in una terra che, troppo spesso, ha paura di restare vuota.