l'europa in campo
Stop all'IA che "spoglia" le donne: l'Ue impone il blocco dopo il caso Musk
Filtri obbligatori entro il 2026 contro la pornografia non consensuale e i contenuti pedopornografici. L'allarme di Giorgia Meloni e la stretta sui deepfake dominano le nuove misure europee .
Linea dura contro i deepfake a sfondo sessuale e rinvio dei paletti fissati dall’AI Act. Su questo doppio tracciato si colloca l’intesa raggiunta all’alba dai negoziatori dell’UE sulle misure di alleggerimento della legge sull’intelligenza artificiale, incluse nel settimo pacchetto Omnibus presentato dalla Commissione europea poco più di cinque mesi fa. Un parziale dietrofront che ridimensiona le ambizioni originarie dell’AI Act prima ancora della piena entrata in vigore, cedendo al pressing dei giganti tecnologici e dell’amministrazione USA targata Donald Trump.
A difendere la scelta è la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "L’intesa garantisce un contesto semplice e favorevole all’innovazione, che consentirà al nostro ecosistema europeo dell’IA di crescere. Allo stesso tempo, stiamo rafforzando le misure di tutela dei nostri cittadini".
La novità principale concordata da Parlamento europeo e Consiglio è il divieto dei servizi di IA capaci di “spogliare” le persone o di generare materiale pedopornografico e contenuti sessualmente espliciti senza consenso. La stretta nasce dall’indignazione suscitata dal caso Grok, il sistema sviluppato da xAI di Elon Musk e integrato nel social network X, finito sotto accusa per aver prodotto milioni di immagini artefatte che denudano o alterano foto reali di donne e bambine. Un allarme rilanciato nei giorni scorsi anche dalla premier Giorgia Meloni, che ha definito i deepfake "uno strumento pericoloso" dopo esserne stata vittima.
Entro il 2 dicembre 2026 i sistemi di IA dovranno essere dotati di filtri di sicurezza in grado di bloccare la creazione di tali contenuti. Sul fronte della semplificazione, Bruxelles arretra. Accogliendo le istanze di chi teme di perdere terreno nella competizione con Stati Uniti e Cina, l’UE ha deciso di posticipare l’applicazione delle norme relative ai sistemi ad alto rischio: slittano al 2 dicembre 2027 per quelli autonomi e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in altri prodotti.
Viene invece ridotto a tre mesi, anziché ai sei inizialmente previsti, il periodo di grazia concesso alle imprese per adeguarsi ai nuovi obblighi di etichettatura dei contenuti generati con l’IA. Ulteriore elemento di novità, che aveva bloccato il negoziato nelle ultime battute, è l’esenzione del regolamento Macchine dall’applicabilità diretta dell’AI Act: una deroga chiesta e ottenuta da Berlino per evitare duplicazioni normative e salvaguardare la competitività dell’industria tedesca.