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Attualità

Ragusa in movimento: "Centro storico non un problema da gestire, ma un patrimonio da salvare"

Il presidente dell'associazione, Mario Chiavola, chiede al Comune di prendere esempio da quanto sta succedendo a Modica con la creazione di un apposito tavolo tecnico

08 Maggio 2026, 09:29

09:30

Mario Chiavola president Ragusa In Movimento

Il presidente di Ragusa in Movimento, Mario Chiavola

A Modica si sta sperimentando in questi giorni un tavolo permanente sul centro storico che mette insieme amministrazione comunale, associazioni, categorie produttive e cittadini. Un modello di mobilitazione complessiva che merita attenzione: la città ha scelto un approccio corale per affrontare le criticità del proprio cuore urbano, integrando competenze, prospettive e responsabilità diverse, nella consapevolezza che solo una regia condivisa può produrre esiti tangibili.

I nodi messi a fuoco – dalla desertificazione commerciale al calo dei residenti, dalla fragilità dei servizi all’urgenza di una visione di lungo periodo – sono gli stessi che toccano da vicino anche il centro storico di Ragusa.

Mario Chiavola, a nome dell’associazione Ragusa in Movimento, vede in questa iniziativa modicana uno stimolo e, al contempo, un interrogativo per la sua città. «Mi chiedo – afferma – perché da noi non si sia mai pensato di creare qualcosa di analogo, un luogo stabile di confronto che coinvolgesse davvero tutti i soggetti interessati. Ci si è affidati, nel tempo, a singoli esperti, certamente qualificati, ma che forse non conoscono fino in fondo la complessità della nostra realtà urbana. Il centro storico è un organismo vivo, fatto di storia, identità, fragilità e potenzialità, e per affrontarlo serve una visione collettiva, non interventi isolati».

Chiavola precisa che la sua non è una polemica, bensì una constatazione maturata osservando l’evoluzione – o meglio, l’involuzione – del quartiere negli ultimi decenni. «Dobbiamo dircelo con onestà: il centro storico lo stiamo perdendo. E per invertire la tendenza serviranno almeno venti o trent’anni, gli stessi che sono stati necessari per ridurlo nelle condizioni in cui si trova oggi. Non esistono soluzioni rapide, ma esiste la possibilità di avviare un percorso serio, strutturato, partecipato. È questo che a Ragusa è mancato finora».

Nel suo ragionamento rientra anche il tema degli incentivi alla residenzialità, spesso indicati come leva per riportare vita nel centro storico. «È vero, gli incentivi ci sono. Ma come stanno funzionando? Quanti nuovi residenti hanno realmente attratto? Quanti immobili sono stati recuperati? E soprattutto: questi interventi stanno generando un cambiamento percepibile o restano iniziative isolate che non riescono a incidere sulla struttura complessiva del quartiere? Sono domande che dobbiamo porci con serietà, perché senza un monitoraggio costante e una valutazione trasparente dei risultati rischiamo di illuderci che bastino piccoli interventi per risolvere problemi profondi».

Per l’associazione Ragusa in Movimento è arrivato il momento di aprire un confronto pubblico, ampio e inclusivo, che coinvolga residenti, esercenti, professionisti, realtà associative, istituzioni e tutti coloro che hanno a cuore il destino del centro storico.

«Modica – conclude Chiavola – ci sta mostrando che quando una comunità decide di affrontare insieme le proprie fragilità, qualcosa si muove davvero. Ragusa non può restare indietro. Serve un tavolo permanente, serve una visione condivisa, serve la volontà di costruire un percorso che guardi ai prossimi decenni. Perché il centro storico non è un problema da gestire, ma un patrimonio da salvare».