Attualità
Nasce in provincia di Ragusa la Rete iblea degli istituti tecnici
E' formata dal Ferraris e dal Besta di Ragusa oltre che dall'Archimede di Modica
È nata a Ragusa la Rete iblea degli istituti tecnici, costituita per aprire uno spazio di confronto libero e inclusivo sui temi della scuola e della società, a tutela di un’istruzione pubblica, democratica e di qualità.
In concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola, diversi docenti degli istituti tecnici della provincia — il “Galileo Ferraris” e il “Fabio Besta” di Ragusa e l’“Archimede” di Modica — si sono auto-convocati in assemblea, alla presenza anche di una delegazione studentesca, per discutere le questioni più urgenti che negli ultimi anni hanno investito il sistema educativo.
Nel corso dell’incontro, le insegnanti e gli insegnanti presenti hanno ribadito il loro dissenso nei confronti del Dl 45/2025, convertito nella legge 79/2025, che interviene sull’assetto dell’istruzione tecnica. Una contrarietà che si colloca nel solco del parere del Cspi, il quale ha evidenziato numerose criticità, tanto sul metodo quanto sul merito del provvedimento.
La riforma, in vigore dall’anno scolastico 2026/2027, prevede tra l’altro la riduzione delle discipline umanistiche e scientifiche, l’anticipo a 15 anni dei percorsi scuola-lavoro, l’introduzione obbligatoria della didattica per competenze affidata anche a esperti aziendali privi di formazione pedagogica, lo smantellamento del biennio comune e la non più garantita comparabilità dei titoli di studio tra istituti dello stesso indirizzo.
Secondo i docenti, tali scelte impoveriscono l’offerta formativa e ricadono sulle nuove generazioni, che si troveranno a frequentare percorsi non pienamente corrispondenti alle proprie scelte, anche perché i nuovi quadri orari, fissati con il D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026, sono stati emanati quando le iscrizioni alla secondaria di secondo grado erano già concluse.
Cambiamenti così incisivi, per di più calati dall’alto senza un reale confronto con le componenti interessate, hanno generato sgomento e perplessità nel mondo dell’istruzione tecnica.
Per queste ragioni, la Rete iblea aderisce alla Rete nazionale degli istituti tecnici contro la riforma, che in poche settimane ha catalizzato la mobilitazione di migliaia di docenti da nord a sud, con iniziative diffuse, tra cui la pubblicazione sulla rivista “La letteratura e noi”, fondata da Romano Luperini, delle mozioni di protesta approvate nei collegi dei docenti.
L’assemblea della Rete iblea ha concluso i lavori sottolineando che l’adesione allo sciopero nazionale rappresenta soltanto l’avvio di un percorso di iniziative volte a coinvolgere e sensibilizzare, oltre a un numero crescente di insegnanti, anche la società civile, poiché la scuola pubblica — al pari della sanità e della giustizia — è un bene irrinunciabile dell’intera comunità nazionale.