Ripristinata la viabilità
Punta Bianca, la strada rinasce grazie ai privati: schiaffo di Mareamico alla burocrazia
Nessun aiuto economico dalla Pubblica Amministrazione nonostante le promesse: l'associazione e i benefattori finanziano i lavori di tasca propria
Dove non arriva lo Stato, arriva il cuore dei cittadini. E, soprattutto, la loro operosità. La strada per Punta Bianca, uno dei gioielli naturalistici più preziosi della Sicilia, è finalmente tornata percorribile. Un risultato che ha il sapore della vittoria, ma anche della denuncia, perché porta la firma esclusiva dell’associazione Mareamico e di un manipolo di generosi benefattori privati.
Le ferite al territorio erano profonde. La furia del ciclone Harry, sommata alle incessanti piogge di un inverno particolarmente aggressivo, aveva letteralmente sbriciolato l'asse viario. Quella che doveva essere la porta d'accesso a un paradiso di marna bianca era diventata una trappola di fango e detriti, un percorso interdetto e pericoloso che isolava uno dei simboli del turismo agrigentino.
La riapertura non è frutto di un piano di investimenti regionale o comunale. Mareamico lo mette nero su bianco con una nota che non lascia spazio a interpretazioni: per mesi sono stati chiesti interventi, sono stati fatti appelli e sono state incassate promesse solenni. Ma, come spesso accade nel labirinto della burocrazia siciliana, a quelle parole non sono mai seguiti i fatti. Il "nulla di fatto" delle istituzioni ha rischiato di compromettere l'intera stagione turistica e la fruibilità stessa della riserva.
Stanchi di attendere un aiuto che non arrivava, gli attivisti di Mareamico hanno deciso di percorrere la via dell'autofinanziamento e della solidarietà. Grazie al contributo economico di alcuni privati cittadini, che hanno preferito i fatti alle lungaggini amministrative, i mezzi meccanici sono entrati in azione. In pochi giorni, la transitabilità è stata ripristinata, restituendo dignità e sicurezza a un luogo che il mondo ci invidia.