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9 maggio 2026 - Aggiornato alle 12:16
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Società

Addolorata a Comiso, al via il Settenario

Da ieri sera il sempre suggestivo canto della Sittina per onorare la Vergine

09 Maggio 2026, 12:16

12:20

Addolorata a Comiso, al via il Settenario

Il canto della Sittina

È iniziato ieri sera, nella Chiesa Madre di Comiso, il solenne Settenario in preparazione ai festeggiamenti di Maria Santissima Addolorata, tra gli appuntamenti più identitari della spiritualità cittadina. La celebrazione è stata introdotta dal Santo Rosario e dalla coroncina mariana di maggio, per poi culminare con la tradizionale “Sittina”, il canto popolare che medita sui Sette dolori di Maria.

Il testo, composto dal gesuita padre Arcangelo Cordaro e musicato dal maestro Filippo Messineo, viene eseguito secondo un’antica consuetudine: due tenori e un baritono, accompagnati dall’organo, intonano le “sette spade”, le sette strofe che ripercorrono il dolore della Vergine, dalla profezia di Simeone fino alla Crocifissione. L’ultima strofa, a tre voci, rappresenta un momento corale di intensa partecipazione emotiva, cifra distintiva della tradizione religiosa comisana.

Quest’anno gli interpreti sono i tenori Alessandro Cassibba, Domenico Giarraffa e Giuseppe Mandrà; i baritoni Salvino Vicino e Gabriel Frisa; all’organo il maestro Claudio Palacino.

Domani, domenica 10 maggio, la città vivrà una giornata particolarmente sentita: la festa dell’Addolorata si intreccerà con la Festa della Mamma, creando un clima di forte coinvolgimento comunitario. La mattina si aprirà con la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Biagio, seguita dall’esibizione del corpo bandistico “Kasmeneo”, che accompagnerà la raccolta dei doni destinati alla tradizionale Cena gastronomica. Alle 10.30 prenderà il via la Fiera del dolce, attesissimo momento che unisce devozione e convivialità; seguiranno la santa messa delle 11 e, a mezzogiorno, l’Inno dei bambini dalla scalinata della chiesa di San Biagio, tra i passaggi più teneri e simbolici della giornata.

Nel pomeriggio, alle 18, si terrà la Cena gastronomica, quindi il Santo Rosario e la celebrazione eucaristica presieduta da don Fabio Stracquadaini, con la benedizione delle mamme e la premiazione del Premio Maria Russo per il tavolo più bello e più ricco.

Comiso si appresta così a vivere una domenica di grande intensità, in cui fede, memoria e comunità si fondono in un rito capace di rinnovarsi e parlare al cuore dei fedeli. La festa dell’Addolorata rimane uno dei pilastri dell’identità cittadina, patrimonio spirituale che unisce le generazioni e custodisce la memoria più autentica della comunità comisana.