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Attualità

Cimitero storico di Modica, anche la speranza stavolta è defunta

Nuovo intervento del comitato che sembra rassegnarsi a una situazione sempre più complicata

09 Maggio 2026, 17:27

17:30

"Al cimitero di Modica hanno sepolto la dignità"

La zona interdetta ai visitatori

Il Comitato Pro-Cimitero Storico di Modica lancia un nuovo appello: “Non spegnete quel lumino: difficoltà e verità nascoste?”.

La speranza di fare luce — non solo simbolicamente — sulle edicole funerarie sociali della G. Di Vittorio e del SS. Sacramento, transennate e a rischio crollo, è durata appena una settimana.

Nel “Tavolo tecnico” del 20 aprile, alla presenza della sindaca Maria Monisteri, dell’assessore ai Servizi cimiteriali Saro Viola, della presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo, dell’assessore Armenia e dell’on. Nello Di Pasquale, il Comitato aveva presentato la versione scritta del “Documento di fattibilità delle alternative progettuali”, corredata da documentazione fotografica e computo metrico.

Elaborati, per la prima volta in via definitiva, dai tecnici del Comune di Modica, i lavori di messa in sicurezza erano stati stimati in circa 1.720.000 euro.

In quell’occasione era stato condiviso all’unanimità un secondo passaggio indispensabile: la redazione di un “Progetto di massima” entro una decina di giorni. Si era inoltre convenuto di fissare un incontro presso la Presidenza della Regione Siciliana per conferire direttamente con il presidente Renato Schifani, alla luce delle variazioni di bilancio regionale che potrebbero consentire il finanziamento richiesto.

La tempistica concordata con la prima cittadina e l’assessore prevedeva una decina di giorni — o poco più — per la stesura del “Progetto di massima” e la definizione dell’appuntamento a Palermo.

A distanza di dieci giorni, però, in un incontro sollecitato esclusivamente dal rappresentante del Comitato, Piergiorgio Barone, la sindaca ha comunicato che il “Progetto di massima” non può essere predisposto dall’Ufficio Tecnico comunale, ma dovrà essere affidato a un professionista esterno, con un costo aggiuntivo per il Comune di 20.000 euro e tempi stimati tra uno e due mesi.

La prima cittadina ha aggiunto che, poiché l’ente è in dissesto e non in grado di programmare e sostenere tali spese, si presenterebbe in Regione il solo “Documento di fattibilità delle alternative progettuali”, includendo però la voce di 20.000 euro per la redazione del “Progetto di massima”.

Quanto all’incontro con la Presidenza regionale, nessuna data sarebbe stata fissata.

Sono trascorse quasi tre settimane e, riferisce la sindaca, a causa del rimpasto nell’assessorato regionale il presidente non riceverebbe.

Il Comitato, fortemente preoccupato per l’ulteriore slittamento e memore degli esiti del passato, manifesta rammarico per gli impegni assunti al tavolo tecnico e non ancora mantenuti — vale a dire il “Progetto di massima” e l’appuntamento in Regione.

Vengono espresse perplessità per l’iniziale certezza circa l’intervento dell’Ufficio Tecnico comunale, poi ritenuto non praticabile e da esternalizzare (“forse per mancanza di tempo, di volontà, di professionalità...?”).

Dubbi anche sull’appuntamento a Palermo: “Sappiamo per certo che il presidente Schifani ha continuato a ‘ricevere’, anche in questi giorni, alcune delegazioni. Forse che ci sono ‘problemi’ a chiedere questo incontro?”

Il Comitato parla di “stranezza”, considerando che la sindaca, l’on. Minardo — suo alleato e segretario regionale — e lo stesso Schifani appartengono a Forza Italia: “Come mai la nostra Sindaca non è ‘ascoltata’ in Regione, cioè ricevuta?”.

Secondo il Comitato, crescono pressioni e malumori tra i cittadini: “Prima si dice e promette una cosa e poi non si realizza. Si deve correre appresso… Non si rispettano i tempi… Non si comunica… Cosa dire e raccontare ai familiari?”.

Pur ribadendo il rispetto per le istituzioni, il Comitato chiede alla sindaca Monisteri e all’assessore Viola di tenerlo costantemente informato sugli sviluppi.