astronomia
Il "City-Killer" ci ha risparmiati: scampato il pericolo dell'asteroide gigante
Il 2026 JB ha sfiorato il nostro pianeta alle 4:15 di questa mattina. Grande come un aereo di linea, avrebbe potuto polverizzare una metropoli in caso di impatto
Alle 4:15 di sabato 9 maggio 2026, la Terra ha mancato di un soffio un evento potenzialmente devastante.
L’asteroide denominato 2026 JB, una massa rocciosa silenziosa e insidiosa, ha effettuato un passaggio ravvicinato che ha messo in allerta osservatori e telescopi in ogni angolo del pianeta. Ora che il sole è alto e l’emergenza è rientrata, possiamo valutare con lucidità ciò che ha attraversato il nostro cielo.
Registrato dal Minor Planet Center con la sigla 2026 JB, non si tratta di un detrito trascurabile. Le misurazioni del Jet Propulsion Laboratory della NASA, tra i principali presidi scientifici per la difesa planetaria, delineano il profilo di un autentico “city-killer”.
La lunghezza supera i 49 metri, paragonabile a quella di un aereo di linea: dimensioni sufficienti a sprigionare, in caso d’impatto, un’energia in grado di annientare una grande città e di scatenare conseguenze catastrofiche nell’area colpita.
La dinamica gravitazionale del Sistema solare, per nostra fortuna, ha garantito un prezioso margine di sicurezza. Il “city-killer” 2026 JB ha toccato il punto di massima vicinanza a circa 867.236 chilometri che in termini astronomici sono pochissimi, poco meno di tre volte la distanza dalla Terra alla Luna.
Il quadro diventa ancor più significativo se confrontato con il resto del “traffico” celeste nelle stesse ore: tra l’8 e il 9 maggio, altri cinque oggetti hanno incrociato l’orbita terrestre, ma a distanze decisamente più confortevoli, comprese tra 4 e 6 milioni di chilometri.