Attualità
Gatti avvelenati a Donnalucata, cresce la rabbia e la preoccupazione
La Lav lancia l'allarme: "L'unica strada per fermare questa strage è la procedura legale"
A Donnalucata cresce la rabbia e la preoccupazione dopo il ritrovamento di alcuni gatti avvelenati in diverse zone della borgata. Un episodio che ha scosso residenti e volontari, riportando al centro dell’attenzione un fenomeno che, secondo la LAV Ragusa, non è affatto isolato ma parte di una deriva sempre più diffusa in vari comuni della provincia iblea. L’associazione parla apertamente di un “atto vile”, un metodo barbaro e illegale che continua a mietere vittime tra gli animali domestici e randagi.
La sezione ragusana della Lav esprime vicinanza ai proprietari e ai cittadini che hanno assistito impotenti alla morte dei felini, ma invita con forza a trasformare indignazione e dolore in azioni concrete. Non basta denunciare sui social – ribadiscono i volontari –. L’unica strada per fermare questa strage è seguire la procedura legale e segnalare immediatamente ogni episodio alle autorità competenti. Un appello che arriva dopo mesi in cui, in diverse aree del territorio ibleo, si sono registrati casi analoghi, segno di un fenomeno che rischia di radicarsi se non affrontato con decisione.
La Lav ricorda che l’avvelenamento di animali è un reato punito dal Codice Penale e che ogni sospetto deve essere trattato con la massima attenzione. Chi trova un animale morto o un’esca sospetta deve contattare subito la Polizia Municipale o i Carabinieri, evitando di toccare direttamente carcasse o sostanze potenzialmente tossiche. È fondamentale che venga redatto un verbale sul posto e che intervenga un veterinario dell’Asp per avviare gli accertamenti previsti dalla normativa. Il corpo dell’animale, come stabilito dall’Ordinanza ministeriale, deve essere inviato all’Istituto Zooprofilattico per gli esami tossicologici.
Una volta confermato il sospetto avvelenamento, spetta al sindaco disporre la bonifica dell’area, installare cartelli di avviso e intensificare i controlli. Solo così si può evitare che altre esche restino nell’ambiente, mettendo a rischio non solo gli animali ma anche i bambini che potrebbero entrarvi in contatto.
La Lav invita infine tutti i cittadini a presentare formale denuncia contro ignoti, perché solo attraverso un’azione collettiva e coordinata sarà possibile individuare i responsabili e fermare una pratica che definisce “incivile, pericolosa e intollerabile”. Donnalucata, ancora una volta, si trova a fare i conti con una ferita che colpisce il senso di comunità e il rispetto per la vita animale. E la richiesta che arriva dal territorio è chiara: non voltarsi dall’altra parte.