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Esperti a confronto

Multidisciplinarietà e cronicità: la sfida della riabilitazione riparte da Agrigento

Focus su invecchiamento della popolazione e nuovi modelli assistenziali

10 Maggio 2026, 12:46

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Multidisciplinarietà e cronicità: la sfida della riabilitazione riparte da Agrigento

La medicina riabilitativa non è più un comparto isolato, ma il cuore pulsante di un sistema sanitario che guarda alla cronicità con occhi nuovi. È questo il messaggio emerso con forza dal convegno “La riabilitazione è multidisciplinarietà: cronicità e riabilitazione”, svoltosi presso un affollatissimo Hotel della Valle. L’evento, organizzato dall’UOC di Medicina fisica e riabilitativa dell’ospedale San Giovanni di Dio, ha visto come protagonista e responsabile scientifico il dottor Fausto Crapanzano, capace di catalizzare l'attenzione di una platea gremita di operatori sanitari.

Il focus dei lavori ha scardinato la vecchia concezione della terapia a compartimenti stagni. “La riabilitazione è fondamentale perché migliora le performance, le abitudini e l’assistenza sociale dei pazienti, rendendoli più autonomi”, ha spiegato Crapanzano. La parola d’ordine è integrazione: un dialogo costante tra clinica e assistenza che, nella seconda giornata, si è tradotto in un dibattito serrato sull'organizzazione sanitaria e sul ruolo cruciale delle Case di comunità e dei medici di famiglia.

Il dibattito ha beneficiato di contributi di alto profilo. Giuseppe Tulumello (Ortopedia) ha evidenziato come il successo post-operatorio dipenda dal “dialogo quotidiano” tra chirurghi e fisiatri, un modello già vincente al San Giovanni di Dio. Un concetto ripreso da Sergio Salomone (Siommms), che ha ribadito la necessità di sinergie specialistiche per l'efficacia dei trattamenti.

Dall'analisi demografica di Raffaele Elia, direttore sanitario dell’Asp, è emerso un dato che impone un cambio di passo: con il 27% della popolazione over 65, l’invecchiamento e l’aspettativa di vita richiedono modelli centrati sul paziente e non solo sulla patologia. Un esempio concreto è arrivato da Maria Giovanna Randisi (Neurologia), che ha illustrato la complessità del Parkinson, patologia simbolo di come una rete multiprofessionale sia l'unica risposta possibile.

Il percorso del paziente, tuttavia, non si esaurisce tra le mura ospedaliere. Rosario Ciraulo ha infatti sottolineato il ruolo dell’equipe nel garantire la continuità assistenziale, accompagnando il malato dall'ospedale fino al domicilio o al day hospital. Un successo, quello del congresso, sottolineato in chiusura dall'ortopedico Calogero Corsello, che ha lodato la costanza e la qualità scientifica degli appuntamenti promossi da Crapanzano, divenuti ormai un punto di riferimento imprescindibile per la sanità del territorio.