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Attualità

Festa di San Giorgio a Modica, il vescovo Rumeo: "Non volevo offendere nessuno, ma la processione va purificata"

Il presule torna a dire la propria su un tema che ha infiammato gli animi nei giorni scorsi

10 Maggio 2026, 17:34

17:40

Festa di San Giorgio a Modica, il vescovo Rumeo: "Non volevo offendere nessuno, ma la processione va purificata"

Il vescovo della diocesi di Noto, mons. Salvatore Rumeo

"Amarezza e sofferenza nel mio cuore per quanto accaduto per la festa di San Giorgio a Modica, non volevo offendere nessuno, ma la processione va purificata": così il vescovo della Diocesi di Noto, mons. Salvatore Rumeo, ai microfoni di Video Mediterraneo, in un'intervista rilasciata a Marco Scavino.

"Non intendevo ferire i portatori, ma, e questo lo dico convintamente, bisogna togliere, purificare tutto quanto non è consono nell'ambito e nella vocazione di una processione religiosa. Deve passare il concetto della passione di un pastore per una processione gloriosa che, in certi contesti, va fuori binario. Ci sono momenti in cui si perde di vista il significato di questo camminare durante la processione del simulacro del Santo. Non intendo offendere la sensibilità di nessuno e cerco sempre il dialogo. Io rispetto il pensiero degli altri, ma gli altri devono rispettare il pensiero di una persona chiamata direttamente dal Papa a guidare la comunità cristiana della diocesi di Noto. Resto convinto delle mie idee e della bontà d'intenti di chi organizza le feste patronali. Ma per la festa di San Giorgio si deve cambiare, coinvolgendo tutti gli attori protagonisti di questo grande evento dalla gloriosa tradizione, molto sentito dai modicani e non solo."

Il presule ha poi evitato di commentare il gesto dei portatori che hanno adagiato a terra, sul nudo pavimento della chiesa, il simulacro del santo patrono. Le recenti riflessioni di mons. Rumeo sulla necessità di ricondurre le feste patronali a una dimensione più strettamente religiosa continuano a suscitare dibattito a Modica.

A farsi mediatore in un clima carico di tensione è don Michele Fidone, parroco del Duomo di San Giorgio, che ha deciso di intervenire per riportare serenità e tracciare un percorso di confronto costruttivo dopo la volontà espressa dal Vescovo di ridimensionare alcuni aspetti della ricorrenza.

Il sacerdote ha voluto rassicurare i portatori, apparsi provati e profondamente preoccupati per le sorti della celebrazione, ribadendo tuttavia la necessità di una chiara gerarchia nel dialogo: pur comprendendone lo stato d'animo, ha precisato che sarà lui a farsi carico dell'interlocuzione diretta con la Diocesi. Obiettivo dichiarato: trasformare quella che molti hanno percepito come una critica in un'opportunità di crescita collettiva.

Difendendo il lavoro svolto sinora, don Fidone ha ricordato che la festa di San Giorgio ha intrapreso da anni un percorso di rinnovamento: non soltanto aggiustamenti logistici ai tracciati, ma una vera evoluzione spirituale, testimoniata da una partecipazione più consapevole dei portantini ai sacramenti, a cominciare dalla confessione prima della celebrazione.

Il parroco ha infine riconosciuto il valore delle parole del vescovo, sottolineandone la sensibilità e il senso di responsabilità pastorale nel voler preservare l'essenza del rito.