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11 maggio 2026 - Aggiornato alle 11:02
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appello alla politica

PNRR, l'allarme degli architetti: "Scadenza 2026 impossibile, serve la proroga per evitare il crac"

L'Ordine chiede di spostare il termine ultimo per evitare fallimenti aziendali e dissesti negli enti locali. Tra le cause dei ritardi: costi alle stelle e mancanza di opera

11 Maggio 2026, 10:24

10:30

Alfonso Cimino

Alfonso Cimino

Il traguardo è fissato, ma la strada appare sbarrata da ostacoli imprevedibili. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 50 del 20 aprile 2026, il "Decreto PNRR" è diventato realtà definitiva, confermando una data che oggi fa tremare i polsi a tecnici e amministratori: il 30 giugno 2026. Secondo l'Ordine degli architetti, quel termine non è solo ambizioso, ma per una larga fetta di cantieri è semplicemente irraggiungibile.

A lanciare il grido d'allarme è Alfonso Cimino, presidente dell'Ordine, che fotografa una realtà fatta di appalti in affanno e ingranaggi burocratici bloccati. "Da una ricognizione dei lavori in corso – spiega Cimino – emerge chiaramente che la scadenza non potrà essere rispettata. Il PNRR deve essere un volano di sviluppo, non una fabbrica di contenziosi legali". Il rischio, se non si interviene subito, è quello di un effetto domino devastante: opere incompiute, comuni in dissesto finanziario e imprese costrette a portare i libri in tribunale.

Le cause del rallentamento sono ormai strutturali: l'impennata dei costi delle materie prime, le tensioni geopolitiche internazionali e la cronica carenza di manodopera specializzata. Per gli architetti, la soluzione è una sola: spostare l'asticella a giugno 2027. Una proroga di dodici mesi che permetterebbe di assorbire i ritardi e completare gli interventi a regola d'arte. "Chiediamo un intervento immediato e bipartisan della politica – conclude il presidente – perché il fallimento degli obiettivi del PNRR non ha colore politico: è un danno che colpirebbe l'intero Paese".