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tecnologia

L'Intelligenza Artificiale diventa biologica: arriva 3D-Mind, il computer con i neuroni umani (e vivi)

All'Università di Princeton i transistor dialogano con neuroni umani vivi. La rivoluzione biologica che salverà l'IA dalla sua crisi energetica

11 Maggio 2026, 11:33

11:40

L'Intelligenza Artificiale diventa biologica: arriva 3D-Mind, il computer con i neuroni umani (e vivi)

L’intelligenza artificiale incrocia la biologia umana per affrontare uno dei suoi vincoli più stringenti: l’enorme dispendio energetico.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Princeton, guidato da Tian-Ming Fu, ha presentato “3D-Mind” (3D Micro-Instrumented Neural Network Device), un innovativo chip tridimensionale in cui i transistor elettronici interagiscono direttamente con neuroni umani vivi.

I risultati di questo lavoro, pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Electronics, rappresentano un avanzamento significativo verso una nuova stagione della bioinformatica.

L’impulso a questa soluzione nasce da un’urgenza ormai evidente: l’immenso consumo energetico dei data center dedicati all’intelligenza artificiale sta portando a progettare nuove infrastrutture di generazione elettrica, comprese persino piccole centrali nucleari.

Pur ispirandosi alle capacità del cervello umano, l’IA resta lontanissima dalla sua straordinaria efficienza energetica.

Da qui l’ambiziosa sfida, finora quasi priva di risultati tangibili: integrare l’elettronica tradizionale con componenti biologiche.

Il sistema “3D-Mind” è una struttura tridimensionale progettata per ospitare e far maturare cellule cerebrali umane, le quali riescono a sopravvivere al suo interno per almeno sei mesi.

Il dialogo tra macchina e biologia è garantito da una fitta rete di elettrodi: una parte è dedicata ad “ascoltare” e registrare gli impulsi elettrici naturali dei neuroni, mentre l’altra può inviare segnali mirati per attivarli.

Le implicazioni vanno ben oltre la realizzazione di un “minicomputer” biologico a elevatissima efficienza energetica.

“3D-Mind” si configura come un vero e proprio minilaboratorio: una piattaforma con cui osservare da vicino il funzionamento dei neuroni, la formazione delle connessioni cerebrali e testare l’efficacia di nuovi farmaci per il trattamento di diverse patologie. La fantascienza, a quanto pare, ha appena mosso i primi passi nella realtà.